Una donna piena di problemi

Se hanno aspettato finora per fare un disco significa che l’hanno fatto bene. E sulla base di ciò, il disco nuovo dei Portishead si potrebbe comprare anche a scatola chiusa.
Poi esce questo singolo, Machine Gun, e uno pensa che i Portishead si sono montati la testa. Troppo rumore, troppo forte, troppo diverso dalle cose che si sono sentite finora: non funziona. E intanto il “rumore” ti entra nella testa, il brano finisce e lo vuoi sentire di nuovo.
E il resto del disco? Inizia sfilacciato e tetro, man mano che le tracce scorrono i suoni si fanno più ricercati mentre la voce di Beth Gibbons, la più ascoltabile e rispettabile tra le gattemorte del rock and roll, resta uguale a sé stessa, un velo scintillante tra gli accenni sinfonici così come tra le scariche punk (queste ultime abbondano nel nuovo disco). Toni polverosi e nostalgici, in tutte le tonalità del bianco-e-nero, combinati come sempre con la massima cura, puntando alla perfezione, con forza, con grazia.

Pubblicato in: on 24 Aprile 2008 at 8:31 am Lascia un Commento
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