Meglio non farsi illusioni su come andranno a finire le elezioni presidenziali americane. Il consiglio vale soprattutto per chi spera nel candidato più americano di tutti (più americano nel senso di più giovane e più self-made-man con particolare enfasi su “man“). Di lui, di Barack Obama, si è detto che potrà piacere molto ai delegati del suo partito ma non altrettanto agli elettori; che pertanto potrà vincere le primarie democratiche ma non così facilmente la partita vera, le elezioni di novembre; che la fetta più zotica dell’elettorato, quella che nei sistemi maggioritari fa vincere le elezioni (e lo sa, e per questo tiene in ostaggio l’intera nazione), tende a pensare che Obama sia parente di Osama Bin Laden; in subordine, che sia della sua stessa religione; che voglia per questo vendere gli Stati Uniti a una setta di bombaroli invasati attualmente dislocata in Pakistan. Sono bugie, ma noi italiani sappiamo quanto contano in campagna elettorale. L’articolo di Wired traccia bene lo scenario per cui il candidato repubblicano McCain starebbe già corteggiando i sostenitori di Hillary Clinton. Quelli che non voterebbero mai Obama. Per le ragioni più diverse, inclusa la rabbia di aver visto perdere la loro favorita.

Secondo un sondaggio della CNN di qualche giorno fa (3 luglio 2008), sembra che solo il 54% dei sostenitori della Clinton hanno dichiarato di voler votare per Obama a novembre, mentre il 22% ha detto che non andrà alle urne. La costruzione dell’unità del partito democratico USA sembra ancora pieno di ostacoli. Vediamo come andrà a finire . . .
http://politicamericana.com/2008/07/05/obama-in-difficolta-con-i-sostenitori-della-clinton-e-sotto-torchio-per-l%E2%80%99iraq/