Se si potesse giudicare una categoria sulla base delle azioni dei suoi singoli esponenti, così come sono riportate dalla stampa, oggi il giudizio sulla magistratura non sarebbe molto positivo. Per citare a memoria alcuni esempi:
- Gli arresti domiciliari della moglie di un ministro della giustizia in carica, con accuse surreali (Le conseguenti dimissioni di quel ministro, la conseguente caduta del governo di centrosinistra, le conseguenti elezioni anticipate, la conseguente vittoria di Berlusconi alle elezioni);
- Un’inchiesta su un altro ministro con dettagli e intercettazioni in possesso dei magistrati da due anni ma passate alla stampa giusto una settimana prima delle elezioni politiche (la creazione di un caso politico durato giusto il tempo delle elezioni, i conseguenti effetti elettorali sul partito di quel ministro, il conseguente trionfo dell’altro schieramento);
- La lunga detenzione di un padre al quale erano scomparsi i figli, accusato senza prove convincenti di averli ammazzati lui (detenzione conclusasi solo quando i figli sono stati trovati sul fondo di un pozzo, lì dove gli investigatori erano passati senza vederli; la conseguente scarcerazione senza neanche un “perdoni, ci siamo sbagliati”; lo spettacolo penoso dei giudici che si interrogano e si confrontano su quale spiegazione dare all’arresto, probabilmente perché di spiegazioni presentabili non ce ne sono);
- Gli esponenti di un’associazione di magistrati che nel pieno di una campagna politica xenofoba contro i nomadi scelgono di citare ripetutamente l’esempio di “una zingarella che rapisce un bambino” come emblema di reato da contrastare con prontezza, senza considerare che trattasi di esempio improprio, inattuale, inopportuno;
- Il ritardo di otto anni nella consegna di una sentenza da parte di un magistrato (la conseguente scarcerazione di persone ritenute pericolose dalla stessa sentenza; un primo provvedimento assai clemente nei confronti del magistrato ritardatario da parte dell’organo di autodisciplina della magistratura; un secondo provvedimento, di segno opposto, giunto solo a seguito del richiamo del Presidente della Repubblica);
- I paradossi contenuti nelle sentenze sugli abusi delle forze dell’ordine al G8 di Genova, quasi fatte apposta per cancellare ogni residuo di fiducia da parte dei cittadini nei confronti dei diversi poteri dello Stato.
Le azioni dei singoli magistrati, tuttavia, non si possono addebitare all’intera categoria. Si può invece dire che nessun magistrato e nessuna associazione di magistrati stiano facendo del loro meglio per rimarcare la distinzione tra i singoli e la categoria, tra la discutibilità delle azioni dei singoli e la necessaria autorevolezza dell’istituzione. Sarà che la stampa racconta quel che le pare, ma a chi si sforza di capire cosa sta succedendo in questo paese può sembrare che la magistratura necessiti quanto meno di un buon ufficio stampa. La popolarità della magistratura è in declino non solo tra i detrattori storici. Ed è scesa così in basso che quasi nessuno più si dispiacerebbe di dare i giudici in pasto alle riforme di Berlusconi. Si stanno mettendo nell’angolo. Chi ci guadagna?