L’altro giorno Repubblica aveva in prima pagina un articolo di Alexander Stille che si trova anche in rete. Qui alcuni assaggi:
In una democrazia normale, ci si aspetta che l’incarico di parlamentare o di ministro sia assegnato a persone di grandi qualità (non direi le più qualificate, la politica è politica ovunque), ma è logico attendersi un altissimo livello di professionalità. Candidare al Parlamento e assegnare un ministero ad una trentaduenne ex pin-up la cui principale qualifica è chiaramente l’attrazione sessuale del premier nei suoi confronti significa farsi beffe del concetto di governo rappresentativo. Per la parlamentare accettare un ruolo di potere dopo esser stata corteggiata apertamente in televisione significa sacrificare ogni diritto alla privacy.
Viene da commentare che avevano allora ragione le manifestanti che, tempo fa, vollero allontanare la delegazione guidata da Mara Carfagna a un corteo per i diritti delle donne.
Prendiamo ad esempio un siparietto che ha ricevuto molta meno attenzione del dovuto. Durante una seduta del Parlamento Berlusconi ha inviato un “affettuoso” bigliettino a due giovani parlamentari, Gabriella Giammanco e Nunzia de Girolamo, due delle tante onorevoli la cui unica qualifica è un bel faccino e il fascino che esercitano su Berlusconi. Il biglietto diceva: «Gabri, Nunzia, state molto bene insieme! Grazie per restare qui, ma non è necessario. Se avete qualche invito galante per colazione, Vi autorizzo (sottolineato) ad andarvene! Molti baci a tutte e due!!! Il “Vostro” presidente». In realtà il riferimento all’aspetto fisico e all’”invito galante” etichettano le due donne come null’altro che oggetti sessuali che non devono curarsi dei lavori parlamentari, sono solo decorative.
E questo impone a chi voglia ragionare di donne, politica e potere di esprimere un giudizio e di schierarsi. Il pregio di questi atteggiamenti, infatti, è di lasciare poco all’interpretazione.