“In Rainbows” ha venduto bene. Tiè.

Bisognava aspettare un poco per fare un bilancio dell’esperimento dei Radiohead di vendere on-line l’ultimo album facendolo pagare “a piacere”. Il rapporto esce oggi, a firma di due esperti, Will Page, chief economist della MCPS-PRS Alliance, e Eric Garland, amministratore della Big Champagne.

Sulle prime erano tutte illazioni: il disco non ha venduto bene, la gente ha pagato poco eccetera. Soprattutto, si accusava i Radiohead di non voler dare le cifre esatte. Le cifre ufficiali, adesso, sono queste: 400 mila downloads il primo giorno, il 10 ottobre; 2,3 milioni entro il 10 novembre. Può bastare?

L’analisi però si interroga anche sul fatto che molti hanno preferito scaricare il disco dai torrent. Perché? Per abitudine o per scarsa dimistichezza coi canali ufficiali messi a disposizione anche gratis dalla band.

Pubblicato in: on 1 Agosto 2008 at 11:04 am Commenti (3)
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3 Commenti Leave a comment.

  1. credo che la scelta di scaricare dai torrent sia stata dettata unicamente dalla praticità: i torrent e il p2p sono in assoluto il miglior sistema di distribuzione in Rete. io ho offerto 5 euro per scaricare legalmente l’album dal sito ufficiale, ma l’operazione – seppur semplice e semplificabile ulteriormente – non regge il confronto con la praticità e la velocità del p2p. se poi è anche gratis…

  2. Già. Gli autori dello studio hanno fatto la stessa considerazione. Tra l’altro, se ricordo bene, l’analisi è priva di moralismo inutile sebbene gli autori siano legati al mondo delle case discografiche.

  3. [...] nei negozi. Si può scaricare, ascoltare on-line oppure ordinare per posta, come a dire che la lezione dei Radiohead è stata metabolizzata e c’è in giro qualcuno (e non l’ultimo arrivato) [...]


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