Bisognava aspettare un poco per fare un bilancio dell’esperimento dei Radiohead di vendere on-line l’ultimo album facendolo pagare “a piacere”. Il rapporto esce oggi, a firma di due esperti, Will Page, chief economist della MCPS-PRS Alliance, e Eric Garland, amministratore della Big Champagne.
Sulle prime erano tutte illazioni: il disco non ha venduto bene, la gente ha pagato poco eccetera. Soprattutto, si accusava i Radiohead di non voler dare le cifre esatte. Le cifre ufficiali, adesso, sono queste: 400 mila downloads il primo giorno, il 10 ottobre; 2,3 milioni entro il 10 novembre. Può bastare?
L’analisi però si interroga anche sul fatto che molti hanno preferito scaricare il disco dai torrent. Perché? Per abitudine o per scarsa dimistichezza coi canali ufficiali messi a disposizione anche gratis dalla band.
credo che la scelta di scaricare dai torrent sia stata dettata unicamente dalla praticità: i torrent e il p2p sono in assoluto il miglior sistema di distribuzione in Rete. io ho offerto 5 euro per scaricare legalmente l’album dal sito ufficiale, ma l’operazione – seppur semplice e semplificabile ulteriormente – non regge il confronto con la praticità e la velocità del p2p. se poi è anche gratis…
Già. Gli autori dello studio hanno fatto la stessa considerazione. Tra l’altro, se ricordo bene, l’analisi è priva di moralismo inutile sebbene gli autori siano legati al mondo delle case discografiche.
[...] nei negozi. Si può scaricare, ascoltare on-line oppure ordinare per posta, come a dire che la lezione dei Radiohead è stata metabolizzata e c’è in giro qualcuno (e non l’ultimo arrivato) [...]