Non è vero che TUTTA la scuola italiana è in pericolo. Non è vero che si prevedono tagli a TUTTO il sistema dell’istruzione.
Non risultano a rischio, ad esempio, le ore di religione cattolica. Oppure ci è sfuggito qualcosa?
Non è vero che TUTTA la scuola italiana è in pericolo. Non è vero che si prevedono tagli a TUTTO il sistema dell’istruzione.
Non risultano a rischio, ad esempio, le ore di religione cattolica. Oppure ci è sfuggito qualcosa?
“Diciamocelo chiaro. Oggi qualcuno voleva il morto in piazza”. Lo ha detto l’esponente di destra Teodoro Buontempo durante la trasmissione Matrix del 29 ottobre. Buontempo parlava degli incidenti di Piazza Navona fra esponenti neofascisti e della sinistra antagonista e sottolineava il sospetto ritardo con il quale sono intervenute le forze dell’ordine, pur presenti in forze attorno alla piazza e al vicino Senato. L’esponente politico è un vecchio esperto di piazze “calde” e di manifestazioni politiche. E se avesse ragione lui?

La capoccia di un giocatore irlandese spunta fra l’intreccio di corpi di una mischia durante la partita fra Irlanda e Isole Tonga per i cmapionati mondiali di rugby a XIII in corso a Sydney.
Per qualche strano motivo, ieri qualcuno è arrivato su questo blog con la parola-chiave “nelon e seso”, che corrisponderà a qualche significato in qualche lingua tropicale. Sta di fatto che le nostre pagine su sesso e meloni vanno ancora forte. Ricordando a tutti noi che, mentre noi spolveriamo i cappotti in vista dell’inverno, da qualche parte del mondo è appena arrivata la stagione dei cocomeri!

Tra vertici, summit, G4, G8 ed Eurogruppo il superpresidente del Consiglio europeo perde un po’ i colpi e mostra segni di stanchezza. A dicembre scade il semestre francese di presidenza dell’Unione Europea, ma Sarkozy ci ha preso gusto a guidare l’Europa e non sembra felice di farsi da parte. Già immagina di poter presiedere in modo permanente l’Eurogruppo (i 15 Paesi dell’Unione nei quali circola l’Euro), ma rischia così di diventare una presenza ingombrante per il presidente della Repubblica Ceca, che prenderà il timone dell’Europa da gennaio.

Durante una partita di hockey su ghiaccio giocata a Stoccolma i tifosi si sono divertiti a gettare in campo giocattoli sessuali. Un addetto alle pulizie provvede a rimuoverli dal campo di gioco

Due donne (tali almeno sembrano) protestano davanti al parlamento libanese chiedendo la liberazione di alcuni islamisti radicali rinchiusi in prigione.
Parlando del successo mediatico del nostro primo ministro, il Financial Times di ieri (sabato 18 ottobre) ha paragonato i telegiornali italiani a quelli della Corea del Nord.
Il New York Times lascia intendere di poter spiegare l’improvvisa timidezza di Joe l’idraulico. Qualche fandonia deve averla raccontata. I fatti: all’anagrafe non risulta alcun Joe con quel cognome ma un tizio con un cognome simile ha votato repubblicano alle primarie. Intanto al fisco non risultano redditi come quelli che Joe ha detto di percepire (Ops!).

Insomma, si fa strada il sospetto che sia un brav’uomo che per conto di McCain si è messo a fare il provocatore sotto il palco di Obama. Notare la coincidenza. Fino all’altro giorno Sarah Palin dichiarava di parlare a nome dei tanti “Joe-Six-Pack” d’America, padri di famiglia tartassati dal fisco e affezionati ai piaceri semplici, come quello di snocciolarsi una confezione di birra da sei (“six-pack”). Poi il miracolo. Appare lui, Joe l’idraulico, il Joe-six-pack più perfetto che si possa immaginare.
Con Sarah Palin bisognerebbe fare come coi bambini. Fare un disegnino che rappresenta suo figlio in Iraq. Poi farne un altro che rappresenta suo figlio in Iraq scalzo. Poi farne un altro che rappresenta suo figlio in Iraq, scalzo e senza fucile. Infine, uno che rappresenta suo figlio scalzo, senza fucile, senza elmetto. Eccetera, eccetera. E se pensate che questo sia un gioco crudele, allora sappiate che è altrettanto crudele candidarsi alla Casa Bianca e chiedere meno tasse in un momento storico in cui le tasse degli americani – di tutti gli americani – vengono impiegate per finanziare una guerra decisa e gestita dal suo partito. Questo è crudele. Questo è il ragionamento messo giù da Thomas L. Friedman. Che, con molta più grazia, esclude che Sarah Palin abbia idea delle cose che dice.