Amanda Lear a cuore aperto

amandalear

Lunga intervista di Amanda Lear al mensile francese Tetu. Spiritosa e ironica come sempre Amanda parla di tutto a ruota libera. Ecco qualche perla:

“Non fumo, non bevo. Sono quasi una carmelitana, tranne il fatto che amo i ragazzi giovani(…) Io non li rimorchio, sono loro che mi cercano (…) Sono attirati dalle donne che hanno passato i cinquanta perchè sono più maialone. Sono più sicure di se stesse, meglio vestite, li portano nei migliori ristoranti, sanno conversare, li fanno divertire a letto sapendo che non hanno più il corpo dei loro vent’anni”.

“In realtà siamo polisessuali. Non mi spingerò a dire che ‘un buco è un buco’, ma quasi. Sì, ecco, mi piace scopare”.

“Arrivo una mattina all’Eliseo e Mitterrand mi apre la porta del suo studio. Non c’era nessun altro. Abbiamo passato un’ora a parlare di Van Gogh, Dalì, la piramide del Louvre, La Cinq, Berlusconi. Poi tutti mi hanno chiesto che cosa avrei fatto se mi fosse saltato addosso. Ho risposto che avrei chiuso gli occhi e pensato alla Repubblica”.

“Non posso far altro che constatare una crudele realtà: niente dura. Finirò tutta sola, come Greta Garbo. Un mattino i miei gatti mi divoreranno perché mi dimenticherò di dar loro da mangiare”

Scatenata Adjani

L’attrice francese Isabelle Adjani, intervistata dal quotidiano Le Parisien, si scatena contro il Papa per le sue frasi sciagurate sui preservativi.
Il Papa, dice la Adjani, “dovrebbe essere processato per crimini contro l’umanità”. Più avanti aggiunge: “Si finisce per rimpiangere l’epoca dei Borgia, quando il Papa e i vescovi avevano figli…”

Stravaganti, ingenui, americani

Chiamateli fumetti, o graphic novel come dicono i milanesi. Queste tavole di Maira Kalman sono meravigliose soprattutto perché raccontano cose abbastanza noiose: la democrazia, la partecipazione, le votazioni e il potere. Un viaggio assai poetico nell’America che sogna l’uguaglianza e pratica la democrazia, sulle orme di Tocqueville.

Clericali e ubriachi

Pillole di saggezza laica nelle parole di Antonio Martino, ex ministro e parlamentare di centrodestra. Intervistato per Red tv dal direttore del Riformista Antonio Polito, Martino attacca il clericalismo di molti suoi compagni di partito come “monsignor Marcello Pera” e “il giovane abate Quagliarello”.  Ecco le parole di Martino: “Il fatto è che secondo me in momenti di incertezza la gente ha bisogno di appoggiarsi a qualcosa e il clericalismo diventa un po’ come il lampione per l’ubriaco. Serve per appoggiarsi, non per fare luce”.

Per un pugno di frequenze

 

 

Se avesse ragione Aldo Grasso, a dire che la sinistra italiana ha rinunciato alla battaglia del conflitto di interessi per un piatto di lenticchie, ci sarebbe da invocare il ritiro a vita privata di tutti quelli che c’erano e che sapevano. Qui la puntata di Report che cerca di inquadrare il gigantesco elefante della politica italiana che nessuno sembra vedere, ovvero il fatto che le frequenze di Berlusconi sono, tra le altre cose, abusive. E nessuno dice/fa niente. Anzi, i Carabinieri accettano che un telefilm sui Carabinieri vada in onda su un canale fuorilegge.