Il binomio cibo-liste elettorali si sta rivelando la chiave di volta delle regionali nel Lazio. Appena ieri, immediatamente dopo aver regolarmente presentato le liste dei candidati, Emma Bonino ha interrotto lo sciopero totale della fame e della sete che durava ormai da 111 ore nel tentativo di difendere la legalità della campagna elettorale. Contemporaneamente c’era qualcun altro che pensava a mangiare. Si tratta del delegato Pdl alla presentazione delle liste, tale Alfredo Milioni, che in prossimità della scadenza prevista per mezzogiorno è uscito dal Tribunale una prima volta per prendere i lucidi dei simboli che aveva dimenticato, e poi una seconda volta portando con sé le accettazioni. Tutto per un panino. “Ne ho approfittato per mangiare qualcosa e sono tornato in tutta tranquillità”, dice Milioni. Sarebbe questo il motivo che ha portato l’esclusione del Pdl a Roma e provincia.
Oggi sul suo sito ufficiale Renata Polverini scrive: «Chi pensa di fermarci in questo modo vuole solo cancellare la Democrazia facendo ricorso alla forza fisica e ai legacci della burocrazia esasperata». Capiamo che negli ambienti vicini alla candidata ci sia una certa allergia per le regole, ma sono proprio quelle regole il fondamento della Democrazia. Qualcuno dovrà spiegarle che non si tratta semplicemente di «legacci», ma di norme poste a garanzia della legalità del processo elettorale. E era proprio per questo che la Bonino digiunava, nella totale indifferenza dei suoi avversari politici. Alla luce della ricostruzione dei fatti e delle successive improbabili dichiarazioni della candidata, una cosa appare certa: se anche Milioni e la Polverini avessero fatto lo sciopero della fame, adesso avrebbero una lista in più.
Archiviazioni mensili: febbraio 2010
Martha e le sue figlie
“Martha ha avuto tre figlie da tre amori diversi e non ha mai rinunciato alla musica e alle tournée in tutto il mondo. In molte famiglie borghesi c’è un’apparenza di stabilità perché si consumano i pasti insieme. Ma non è questo a dare sicurezza ai figli. Conosco molto bene due delle tre figlie di Martha, sono equlibrate e intelligenti. Questo dimostra che non esiste la formula della famiglia perfetta”.
La pianista francese Hélène Grimaud, intervistata da Io Donna, parla della collega Martha Argerich (nella foto).
La Rai in Sudamerica? Non pervenuta
Mentre si diffondono, anche sul web, le proteste, le raccolte di firme e gli appelli contro l’annunciata chiusura di alcune sedi Rai di corrispondenza all’estero, i Tg Rai stanno coprendo il disastroso terremoto in Cile con servizi preparati dalle redazioni di Saxa Rubra. Eppure la Rai dovrebbe avere, anzi ha ancora (forse vivo, magari vegeto), un ufficio di corrispondenza da Buenos Aires. Che certamente costa alla Rai (e a noi che paghiamo il canone) alcune decine di migliaia di euro all’anno. Come mai non viene utilizzato in questa emergenza, per seguire un avvenimento che è sulla prime pagine di tutti i giornali del mondo? Prego, qualcuno ci illumini su questo assordante silenzio della Rai dal Sudamerica. Se le sedi Rai all’estero funzionano così forse fanno davvero bene a chiuderle.
L’Orco Chabal e la ministra

Roselyn Bachelot, ministra francese della Sanità, conversa con Sébastien Chabal negli spogliatoi del Millennium Stadium di Cardiff. A quanto pare l’ “Orco” del rugby francese, uno degli sportivi più popolari in Francia, mostra alla ministra i lividi provocati dal match contro il Galles. Nella terza giornata del torneo del Sei Nazioni di rugby la Francia ha sconfitto il Galles 26 a 20. A quanto pare la presenza allo stadio della Bachelot ha portato bene.
Migliorano di giorno in giorno
Segnala Noisefromamerika che il Corriere della Sera ha fatto un colpaccio. Ha preso per vero uno scherzo del giornale satirico USA The Onion, secondo il quale il regista Lars Von Trier avrebbe ricevuto l’incarico di promuovere il turismo in Danimarca con le sue consuete note di ottimismo, pace e armonia. A quanto pare il Corriere ancora non ha corretto sul sito, quasi che non si siano ancora accorti dell’abbaglio. (“CAMPAGNA SHOCK!”)
Il CONI cancella la Kostner: “Non è una campionessa”

Gianni Petrucci, presidente del Coni, ha commentato in modo lapidario la prestazione di Carolina Kostner nella gara olimpica di pattinaggio ai Giochi invernali di Vancouver. “La Kostner non è una campionessa”, ha detto Petrucci. Lo avevamo sostenuto, a caldo, anche noi di Atlantis. Se manchi sempre agli appuntamenti importanti, se cadi come un sacco di patate, se vai in confusione come una principiante è inutile che ti illudi e ci illudi con sogni di medaglie. Resti un sacco di patate. Con il culo di piombo. E campionessa europea per caso.
Stato confusionale
Il Premier ha detto oggi di sentirsi come in uno stato di polizia. Gli ha risposto il presidente della Camera che no, non siamo in uno stato di polizia. La speranza, che è sempre l’ultima a morire, è che avessero in mente due cose diverse. Leggi l’articolo completo
Nelle carceri francesi arriva il kit antisuicidio
In Francia il fenomeno dei suicidi in carcere sta assumendo dimensioni preoccupanti. 115 se ne sono contati nel 2008, 122 nel 2009 e già 22 dall’inizio di quest’anno. Recentemente si sono registrati sei suicidi in cinque giorni. Nell’agosto scorso il ministro della Giustizia Michèle Alliot-Marie ha annunciato un pacchetto di misure per arginare questo dramma. Le misure prevedono un’applicazione generalizzata del «kit di protezione» per i potenziali suicidi, contenente lenzuola e coperte che non si possono tagliare e persino un pigiama di carta usa-e-getta per evitare i suicidi per impiccagione. Al momento i kit anti suicidio non hanno mostrato la loro efficacia. Persino il segretario di Stato alla Giustizia, Jean-Marie Bockel, ha ammesso: «Se il detenuto ha deciso di farla finita ed è determinato a farlo nessuna misura, nessun kit glielo impedirà». Stéphanie Djian, delegato nazionale aggiunto dell’osservatorio internazionale per le carceri va più lontano: «Questi kit rendono ancora più fragili i detenuti; ricevere un kit antisuicidio li orienta ancor di più a commettere il tragico gesto». Si racconta che un detenuto a cui era stato fornito un kit anti suicidio si è tolto la vita tagliandosi le vene con i denti.
Anche da noi in Italia il fenomeno è in aumento, ma è ancor più grave la mancanza di soluzioni strutturali del problema. Bisognerebbe investire sulla vivibilità delle carceri, prevedendo un sostegno psicologico per i detenuti. Come diceva Voltaire: “Il grado di civiltà di un Paese si misura osservando la condizione delle sue carceri”.
La Pravdacy
Nel caso dei bulletti di Torino la condanna maggiore non sarà per i torturatori ma per Youtube, ovvero il mezzo che ci ha aperto gli occhi su questa storia. La legge italiana, hanno stabilito alcuni giudici, dispone così. Dispone che, in pratica, meglio sarebbe stato lasciare questa vicenda lì dove è nata, nel bagno della scuola, tra quattro o cinque idioti brufolosi. Ed è fantastico che a motivare la sentenza sia il diritto alla riservatezza della vittima. Un richiamo che copre con lo stesso velo (il feticcio-passepartout della privacy) anche i suoi carnefici. Ciò che resta, per noi italiani, è il sollievo di poterci girare dall’altra parte. Come piace a noi.
Carolina culo di piombo, disastro azzurro a Vancouver
Tutti giù per terra. Lei più di tutti. Riscatto? Voglia di podio? Sensazioni giuste? Balle. Nella finale olimpica di pattinaggio libero Carolina Kostner è un disastro. Lenta, impacciata, finisce più volte con il culo per terra e precipita al sedicesimo posto. Lei piange. Il presidente del Coni Gianni Petrucci lascia inviperito il palazzo del ghiaccio e si dichiara deluso. Ha ragione. L’Olimpiade degli azzurri è un disastro totale.Un mix di impreparazione, limiti tecnici e caratteriali, presunzione. C’è da credere che dopo lo spegnimento della fiamma olimpica a Vancouver cominceranno a cadere un po’ di teste fra tecnici e dirigenti. E anche molti atleti, a cominciare dalla sopravvalutata Kostner, dovranno darsi una regolata. Forse per diversi di loro sarà il caso di appendere sci e pattini al chiodo.