Zitti, sorridete!

Occhio al pensiero positivo. Può far male. Lo spiega in un libro Barbara Ehrenreich, che sa di cosa parla. Giornalista e saggista, dice che va bene agire secondo le migliori aspettative. Va meno bene lasciarsi illudere da chi dice state buoni, tranquilli, tutto si aggiusta. Il libro “Smile or die” forse verrà pubblicato anche in Italia, forse no. Qui, a bordo del Titanic, farebbe bene un po’ di razionalità. Ma la tesi del libro, che prende spunto da sventure personali dell’autrice e da disastri planetari recenti, è necessaria quanto impopolare.

BP, British Polluters

Greenpeace corregge il nome della compagnia petrolifera BP: ora, mostra la bandiera issata dagli attivisti, dovrebbe essere “British Polluters”, inquinatori britannici. Anni luce dall’operazione di greenwashing che aveva portato, qualche anni fa, alla formula “Beyond Petroleum“, oltre il petrolio. Al momento ci stanno dentro fino al collo. Purtroppo.

Fino all’ultimo link

I blog e i social media non possono fare a meno della stampa tradizionale. Il 99 per cento dei link porta ai siti di media come giornali e televisioni. E l’ottanta per cento è diviso tra quattro sole testate: New York Times, Washington Post, CNN e BBC. Lo rivela una ricerca del Pew Research Centre’s Project for Excellence in Journalism dedicata al rapporto tra vecchi e nuovi media, descritta qui dal Guardian. Con buona pace di chi pensava che le notizie create “dal basso” avrebbero soppiantato quelle dei giornali.

Liberateli

Il governo propone di aprire la scuola a ottobre. E gli italiani, quelli per bene, hanno una sola obiezione: “Chi ci terrà i bambini?” .
Gli italiani, quelli per bene, ancora non hanno capito la differenza tra insegnamento e baby-sitteraggio. La scuola, per loro, serve a tenergli buoni i figli. Che, non a caso, quando escono da scuola sono isterici e fanno chiasso. La scuola è un carcere, i ragazzi lo sanno, ci vanno contro voglia. Gli insegnanti hanno il prestigio sociale delle sentinelle, e lo stipendio anche. Di quello che si impara, se si impara, non interessa alle famiglie, agli insegnanti, figuriamoci ai ragazzi.
A scuola ci si rinchiudono i figli, per tenerli buoni basta una lavagna e quattro fesserie da imparare a memoria. Ecco perché Elio Germano si illude quando dice che esiste un’Italia diversa dalla sua classe dirigente. Gli italiani, anche quelli per bene, e la loro classe dirigente si meritano a vicenda.