Un giudice a Berlino

Nello psicodramma legato alla mancata presentazione delle liste elettorali il Pdl si è affidato prima al Presidente della Repubblica, poi alla Magistratura. Giusto le due istituzioni delle quali Berlusconi non ha mai smesso di sottolineare la faziosità. E questo dice tutto sulla situazione in cui versa quel partito.
Ma fa più spavento un Cicchitto che si dice fiducioso dell’esistenza di  ”un giudice a Berlino” che un  La Russa che lancia oscure minacce. Davanti a una violazione provata e incontrovertibile, non c’è giudice che tenga. Né a Berlino, né a Roma. E’ vero che un giudice che ti dà ragione alla fine lo trovi, ma devi anche trovare un modo per dimostrare che hai ragione. Se si sostiene che dodici più venti è uguale a dodici, allora tutto è possibile. Ce ne ricorderemo quando avremo il conto in rosso e le bollette scadute: “Ci sarà pure un giudice a Berlino”.

Zero medaglie

Con il ritiro di Alex Schwazer dalla gara dei 50 chilometri di marcia tramonta l’ultima speranza di medaglia per la squadra italiana ai Campionati mondiali di atletica in corso a Berlino. La spedizione azzurra non è stata salvata neppure dalla marcia. Disastro totale. Speranze spropositate per la mediocre Cusma, due quarti posti, poca roba per una Italietta da dimenticare.