Superman, il mitico eroe dei fumetti, rinuncia alla cittadinanza americana e diventa cittadino del mondo. Nel timore che le sue azioni vengano viste come uno strumento della politica estera degli Stati Uniti, Superman decide un impegno più globale, al servizio della comunità mondiale. La decisione di Superman (sceso sulla Terra da Krypton e adottato da una famiglia di Smallville, in Kansas) è arrivata dopo una brutta avventura a Teheran, con gli iraniani che lo accusano di essere in missione per conto degli Stati Uniti. La storia esce sul numero 900 di Action Comics, in un fumetto scritto da David Goyer e disegnato da Miguel Sepulveda. 
Archivi delle etichette: Iran
Ahmadinejad come Ceausescu

Morti, feriti, gente picchiata, arresti. Esplode la protesta nelle strade di Teheran e di altre città iraniane. La polizia e le squadre speciale reagiscono con durezza. Ma i riformisti non si arrendono. Protesta anche la comunità internazionale, in primo luogo Stati Uniti e Francia.
La nazionale iraniana perde il capitano
Mehdi Mahdavikia si è dimesso da capitano della nazionale iraniana. Con una lettera al popolo iraniano, scritta a mano su tre fogli di carta a quadretti, spiega le sue ragioni. Secondo il sito ufficiale del calciatore, la scelta è dettata dalla voglia di dare spazio ai giocatori più giovani. Ma Mahdavikia è tra i calciatori che durante una partita di nazionale, qualche giorno fa, hanno indossato la fascia verde in segno di solidarietà con le proteste contro il governo. Secondo molti le dimissioni sono un segno di protesta.
Come Hitler

Una bambina mostra una foto del presidente iraniano Ahmadinejad affiancata a quella di Adolf Hitler. La foto è stata scattata durante una manifestazione a Los Angeles contro il dittatore iraniano. Intanto a Teheran continua la dura repressione del regime e sale la tensione fra il governo e l’Unione Europea per l’arresto di alcuni dipendenti iraniani dell’ambasciata britannica.
L’Iran che non si rassegna

I sostenitori di Hossein Mussavi, il candidato riformista e moderato sconfitto nelle elezioni presidenziali in Iran, non si rassegnano e a contestano brogli e manipolazioni. La gente continua a manifestare nelle strade e in alcuni casi la polizia ha sparato sulla folla. Mussavi, intanto, ha dichiarato di “essere pronto al martirio”.
Arriva Facebook in persiano
Today we’re making the entire site available in a beta version of Persian, so Persian speakers inside of Iran and around the world can begin using it in their native language.
If your browser is set to Persian, you should automatically see the Persian version of Facebook. If you’d like to change your language into Persian, go here, or click on the “Settings” link in the upper-right corner of any page and then go to the “Language” tab. You then can select the language you want from the drop-down menu.
We could not have made this happen so quickly without the more than 400 Persian speakers who submitted thousands of individual translations of the site. Thanks to everyone who has contributed so far. If you speak Persian or any language not yet completely translated, you can help as well by using the Translations application.
Eric is a Facebook engineer working to localize the site.
Il sangue nelle strade di Teheran

Un manifestante ferito negli scontri di piazza a Teheran, dopo i risultati delle elezioni presidenziali in Iran. Il presidente uscente Ahmanidejad è stato proclamato vincitore, ma la tensione resta alta perché ci sono accuse di brogli e irregolarità.
Un altro che sta bene di famiglia

“Prego Dio di non capirci mai di economia”. L’Iran ha l’inflazione alle stelle, il debito pubblico in salita, la disoccupazione pure. Tutto ciò ad Ahmadinejad potrebbe costare caro alle elezioni di giugno, nonostante sia al momento ancora il candidato favorito.
Oppure mandateci Borghezio
Una cosa buona il governo Berlusconi potrebbe farla. E sarebbe seguire gli Stati Uniti nel boicottaggio della prossima conferenza sul razzismo, nome in codice Durban II, in programma a Ginevra ad aprile. Gli Usa boicottano la conferenza perché è stata dirottata dagli stati arabi, Iran in testa, che si preparano a trasformarla in una pericolosa pagliacciata antisemita. Il Canada ha mollato la conferenza l’anno scorso.
Oggi abbiamo fame di verità
Non si è capito bene cosa abbia portato la Fao a vietare ieri l’ingresso al giornalista di origini iraniane Ahmad Rafat. Lo si può solo immaginare. Stamattina la FAO dichiara che Rafat “potrà oggi seguire regolarmente i lavori del vertice”.