Walter Hayden, 85 anni, davanti a ciò che resta della sua casa dopo il disastroso tornando che ha devastato l’Alabama e le zone vicine. Ormai i morti accertati sono 300.
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Il tunnel della morte
Questa immagine documenta la tragedia avventa alla Love Parade di Duisburg, il raduno di techno music al quale partecipavano decine di migliaia di giovani. L’attacco di panico collettivo che ha colpito la folla all’uscita da un tunnel ha provocato 19 morti e centinaia di feriti. Tra i morti anche una ragazza italiana.
Cartolina da Madeira

Sono ridotte così le strade di Madeira dopo le piogge torrenziali che nei giorni scorsi hanno provocato 42 morti e diversi feriti. L’isola portoghese fa parte di un arcipelago situato nell’Oceano Atlantico, oltre 500 chilometri a nord della costa africana.
Jungle medicine

Sanjay Gupta, medico e reporter di informazione sui temi della salute per la Cnn è stato fra i primi giornalisti a raggiungere Haiti dopo il disastroso terremoto. Gupta non solo trasmette reportage sulla situazione nell’isola devastata ma presta anche le prime cure ai disperati che si aggirano nelle strade di Port au Prince. Così, ieri, è stato filmato mentre cura le ferite alla testa di una bambina di soli 15 giorni. Impressionanti i suoi reportage dagli ospedali (o da quel che resta degli ospedali) di Haiti. Si vede gente ferita stesa per terra sui cartoni, letti di fortuna piazzati sotto gli alberi con i flaconi delle flebo appese ai rami…”Questa è jungle medicine”, dice sconfortato il dottor Gupta.
Requiem per Haiti
Un uomo chiede aiuto sotto le macerie di un edifiico sbriciolato dal violentissimo terremoto che ha devastato Haiti. Ma tutto un Paese chiede aiuto e assistenza. Il sisma ha colpito il Paese più povero del continente americano. Si contano vittime e devastazioni anche tra coloro che dovrebbero essere lì per dare conforto e assistenza, come i Caschi blu della missione dell’Onu, i medici degli ospedali, i volontari di organizzazioni come Medici Senza Frontiere. I morti saranno centinaia di migliaia.
Porco mondo, vamos a la playa!
L’epidemia di febbre suina che ha già provocato oltre 150 morti in Messico stravolge, ma fino a un certo punto, le abitudini di vita dei messicani. A Città del Messico la gente gira nelle strade con il volto coperto da una mascherina, le scuole e molti luoghi pubblici restano chiusi, le partite di calcio si giocano a porte chiuse. Ma nelle località di mare come Acapulco e Cancùn le spiagge sono piene di gente. Ad Acapulco sono occupate il 90 per cento delle stanze d’albergo. In riva al mare e sotto il sole il virus del porco fa meno paura.
Poveri morti: che canti orrendi!
I funerali di Stato per i morti del terremoto dell’Aquila sono stati funestati da dei canti liturgici di un bruttezza senza eguali. Un ultimo oltraggio per quei poveri morti chiusi nelle bare, per i loro familiari straziati dal dolore e per noi che abbiamo dovuto ascoltarli. Meglio il silenzio oppure sobria musica d’organo.
I MORTI SONO OLTRE 200
Sempre più pesante il bilancio del terremoto che ha sconvolto la provincia dell’Aquila. Si scava ancora fra le macerie, si trovano persone ancora vive, ma intanto i morti sono ormai più di 200.
Il terremoto in Abruzzo è una catastrofe nazionale: decine di morti
