Obama, ma come ti vesti?

Il quotidiano New York Post se la prende col presidente degli USA per certe camicette e certi bermuda sfoggiati durante la vacanza di fine anno alle Hawaii. “Va bene che è andato in ferie”, dice il titolo, “ma il leader del mondo libero può andare in giro così?”. Che tenerezza, al pensiero che ci sono leader assai più stravaganti. Capaci di mostrarsi estrosi anche quando sono in servizio.

Clima, Fox News fabbrica dubbi?

Bill Sammon, uno dei dirigenti dell’emittente USA Fox News, è accusato dai media anglosassoni di avere alterato l’informazione sui cambiamenti climatici ordinando ai giornalisti di

“evitare di affermare che il pianeta si sia riscaldato (o raffreddato) senza IMMEDIATAMENTE precisare che simili teorie sono basate su dati che sono oggetto di contestazione“.

Lo rivela il sito MediaMatters. La circolare sarebbe partita sopo che il corrispondente Wendell Goler aveva riportato in diretta che la World Meteorological Organization dell’ONU aveva annunciato che il decennio 2000-2009 è stato il più caldo da quando esistono misurazioni sistematiche dei dati sul clima.
In precedenza lo stesso sito era entrato in possesso di una circolare firmata dallo stesso Sammon che imponeva ai giornalisti alcune norme relative alle notizie riguardanti la riforma del sistema sanitario: Sammon aveva chiesto di evitare l’espressione “public option” in favore della formula “government option”, più rispondente al taglio editoriale di FOX News, che spesso accusata di essere molto schierata a favore del partito Repubblicano, quindi ostile alle politiche promosse dal presidente in carica, il democratico Barack Obama.

Usa, la riscossa degli elettori over 65

Mentre gli elettori sotto i 30 anni hanno deciso la vittoria di Barack Obama nel 2008, le elezioni di metà mandato che si sono svolte ieri hanno visto prevalere gli elettori senior. Circa un quarto degli americani che si sono recati alle urne aveva più di 65 anni, spiega il sito di Good in un grafico. Il ruolo delle generazioni di elettori si è capovolto.

Astinenza da indignazione

Che bello, un’altra polemica superflua. Ora si accusa l’Economist di ritoccare le foto di copertina. Ma per l’Economist la foto, in quanto foto, è un’eccezione. Di regola le copertine sono disegni, fotomontaggi e ritocchi. Sempre giocati sul filo dell’ironia, sempre alterati in funzione della notizia. Con l’Economist la regola è che le parti da prendere sul serio sono quelle scritte, il resto è evasione. Se fosse grave il ritocco di cui si parla in giro, qualcuno avrebbe già spiegato perché.

Yes, he can! Passa la riforma sanitaria di Obama

Barack Obama ce l’ha fatta ed entra nella storia. La Camera dei rappresentanti ha approvato il progetto di riforma sanitaria fortemente voluto dal presidente. I sì sono stati 219, tre più del necessario. I voti contrari 216. Alla fine sono stati 34 i parlamentari democratici che hanno votato contro la legge. Dopo mesi di discussioni ora la legge, che era già stata approvata dal Senato lo scorso dicembre,  è al sicuro e per farla entrare in vigore manca soltanto la firma di Obama. Con la riforma ora l’assistenza sanitaria verrà garantita ai 32 milini di cittadini americani che ne erano ancora sprovvisti. “Abbiamo dimostrato che siamo ancora un popolo capaci di fare grandi cose”, ha commentato Obama dalla Casa Bianca.

Andiamo fortissimi!

Al Corriere della Sera non distinguono tra un reattore nucleare e una centrale nucleare. Scrivono che Obama ha finanziato due centrali laddove trattasi di due reattori, probabilmente per la stessa centrale. Sfumature. Il dramma è che ai media italiani è sfuggita la vera notizia, ovvero che l’America si è divisa sull’opportunità di destinare denaro pubblico all’industria dell’atomo (che persino in America vive solo grazie al denaro pubblico).