E qual è il suo giudizio su Benedetto XVI?
“Mi sembra una di certe bamboline di Norimberga, quelle antiche antiche, ma con i dentini”
(Paolo Poli, intervistato da Paolo Conti sul Corriere della Sera)
E qual è il suo giudizio su Benedetto XVI?
“Mi sembra una di certe bamboline di Norimberga, quelle antiche antiche, ma con i dentini”
(Paolo Poli, intervistato da Paolo Conti sul Corriere della Sera)
Qui viene fuori che il papa potrebbe essere arrestato appena mette piede in Gran Bretagna.
Basta, finitela, nessun complotto, è un attacco al Papa. Questo il succo della dichiarazione della Segreteria di Stato vaticana che vorrebbe mettere la parola fine alle polemiche delle ultime settimane sul “caso Boffo”. E’ la soluzione più comoda, facile e scontata. Mettiamo tutto a tacere perché qui si attacca il Papa. Chi parla o scrive della faccenda fa male al Papa. Così Benedetto XVI diventa lo scudo dietro il quale trincerarsi per evitare lo scandalo. Basterà questo per evitare nuovi episodi dello scontro di potere che dilania la Chiesa? Pensiamo di no. Come dice lo storico Alberto Melloni si avvicina il mercoledì “delle ceneri”, giornata da dedicare alla penitenza. Ci sarà abbastanza cenere in Vaticano per tutti coloro che dovranno pentirsi delle loro malefatte?
La prima pagina del manifesto di domenica 27 settembre 2009.

Un gruppo di frati francescani scatenati a fare foto a Papa Benedetto XVI durante un’udienza a Castelgandolfo.
L’attrice francese Isabelle Adjani, intervistata dal quotidiano Le Parisien, si scatena contro il Papa per le sue frasi sciagurate sui preservativi.
Il Papa, dice la Adjani, “dovrebbe essere processato per crimini contro l’umanità”. Più avanti aggiunge: “Si finisce per rimpiangere l’epoca dei Borgia, quando il Papa e i vescovi avevano figli…”
Mentre il Papa dice scempiaggini ad alta quota sull’uso e l’utilità dei preservativi nella lotta all’Aids, a Napoli viene esposto un Cristo crocifisso avvolto in un preservativo. E’ un’opera, intitolata Sacred Love, dell’artista napoletano Sebastiano Deva. Si può vedere al Museo Pan.

Pensavate che il Papa avesse soltanto le guardie svizzere? No, in Vaticano esistono anche i servizi segreti e le spie. Eccone una, perfettamente mascherata e insospettabile, scovata dalla macchina fotografica di Max Rossi, della Reuters.
Dicono i cattolici che fino a pasqua bisogna fare il fioretto e limitare post, twitter, facebook, sms. Soprattutto il venerdì. Ruth Gledhill fa notare che se il papa si fosse preso il fastidio di cercare il nome di Williamson su Google prima di promuoverlo, a quest’ora forse non starebbe a chiedere scusa. (Intanto in Camerun ci si prepara alla visita del papa, la prossima settimana.)
AGGIORNAMENTO del 12 marzo: qualcuno ha parlato al Papa dell’esistenza di internet. Lo scrive lui stesso:
Mi è stato detto che seguire con attenzione le notizie raggiungibili mediante l’internet avrebbe dato la possibilità di venir tempestivamente a conoscenza del problema. Ne traggo la lezione che in futuro nella Santa Sede dovremo prestar più attenzione a quella fonte di notizie.
Tra qualche giorno gli spiegheranno pure che non si tratta di una “fonte di notizie” ma di un mezzo, vale a dire uno strumento che accorcia le distanze tra i fruitori e le fonti, che sono tante, diverse, sia buone che cattive. Anche per il papa, forse, vale la penultima battuta dell’ultimo film dei fratelli Coen, affidata a un agente della CIA: “ma quando impareremo?“.