La vera voce di Hitler

Tra le doti che Hitler non ha ricevuto dalla natura c’è l’oratoria. Il suo primo comizio, nel 1919, fu un disastro. La voce con la quale arringò poi le sue folle, quella fissata nelle pellicole di Leni Riefenstahl, è il frutto dell’addestramento impartitogli da un ebreo austriaco.

Il documentario The Private Voice of Hitler si sofferma sulla voce del Fuerer e sui suoi misteri. Visto che la sua figura pubblica si manifestò con messaggi retorici e artefatti, con quali parole si esprimeva nel privato?


Una fonte ghiotta sono i filmati trovati nel suo rifugio montano di Berghof, in Baviera. Immagini a colori ma prive di suono. Nelle quali il dittatore gioca coi bambini, li accarezza, scherza con gli amici e i collaboratori e conversa con Eva Braun, la donna che tutti identificano come la sua amante. I laboratori stanno adesso leggendo le labbra dei personaggi filmati sullo sfondo delle Alpi per comprendere le singole parole con le quali si parlavano.

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