Body farm, dove il corpo si fa polvere

Nelle beauty farm si va per dimagrire, riacquistare la forma, rilassarsi, insomma, per farsi belli. Nelle body farm invece si va per marcire, polverizzarsi, diventare terra. Sapete che cosa sono? Quei luoghi che le Università dedicano allo studio dei cadaveri. Si tratta di terreni all’aperto dove cadaveri di persone che in vita avevano dato il loro consenso vengono lasciati decomporre naturalmente. Gli esperti di antropologia forense possono così raccogliere  dei dati che poi sarano utili agli investigatori quando si troveranno di fronte a corpi abbandonati. Lo stato di decomposizione dei corpi, la vegetazione che li circonda, gli insetti e gli altri animali che li rosicchiano possono dare informazioni molto utili sui tempi e le cause di un decesso. Elementi  fondamentali per le indagini nei casi di omicidio. Luoghi come questi sono ormai diversi, specie negli Stati Uniti. Uno viene descritto molto bene, anche con sano humor, dalla bravissima e spiritosa giornalista Mary Roach nel suo libro Stecchiti, pubblicato un paio di anni fa dalla Einaudi. In questi giorni, lo apprendiamo dal sito del quotidiano Austin American Statesman c’è polemica in Texas sul luogo in cui deve sorgere una body farm. In un primo tempo si era pensato a un terreno vicino all’aeroporto, ma poi è stato scartato perchè si temevano problemi a causa degli uccelli rapaci che inevitabilmente sarebbero stati attratti dai cadaveri. Alla fine si è scelto un ranch di 4.200 acri di proprietà della Texas State University. Lì i cadaveri potranno decomporsi in pace. Non più di sei per volta, specificano gli scienziati.

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