Aporkalypse now

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Le persone con la mascherina sono più protette dal virus dell’influenza suina? Oppure vengono bene nelle foto, ed è solo per questo che le vediamo sui giornali e in televisione? A quanto pare, vale la seconda:  

Non è dimostrato che le mascherine possano fare la differenza se uno sta bene e non è a contatto con i malati;

Indossarle può dare un falso senso di sicurezza;

Solo alcuni tipi funzionano;

Comunque funzionano solo se cambiate frequentemente, altrimenti aumentano il rischio;

Anzi, chi le porta tende a dimenticare le altre norme di precauzione, come lavarsi spesso le mani;

(dal Guardian)

“Ciarpame senza pudore”

Enterà nella piccola storia del lessico politico italiano la fulminante espressione “ciarpame senza pudore”, utilizzata da Veronica Lario, moglie di Silvio Berlusconi, per commentare le candidature di ragazzotte e veline alle prossime elezioni europee nelle liste del Pdl. Ancora una volta, come già accadde con il clamoroso sfogo del 2007, la moglie di Berlusconi dice la sua e tira frecciate velenose al marito. Ma il “ciarpame senza pudore” è diffuso nella politica italiana. Proprio ieri abbiamo saputo che il fatuo principino ballerino Emanuele Filiberto di Savoia sarà candidato alle europee per l’Udc. L’Europa ne sentiva davvero la mancanza.

Ieri era allarme, oggi è già psicosi

A breve arriveranno le notizie sul crollo di consumi di carni di maiale. I prezzi caleranno e finalmente potremo farci una scorta di prosciutto a un prezzo decente. Intanto la Fao invia in Messico una spedizione di esperti per verificare lo stato di salute dei maiali messicani, precisando però che  

sembra si tratti solamente di una trasmissione uomo-uomo e non c’è stata finora alcuna evidenza che la nuova forma di virus A influenzale sia stata trasmessa ad esseri umani direttamente dai suini

e quindi? Si va comunque a vedere – ché ci sarà pure un motivo se si chiama “suina” questa cosa. Se la logica della FAO è questa, hai voglia a puntare il dito sull’ignoranza della “gente”.

Porco mondo, vamos a la playa!

L’epidemia di febbre suina che ha già provocato oltre 150 morti in Messico stravolge, ma fino a un certo punto, le abitudini di vita dei messicani. A Città del Messico la gente gira nelle strade con il volto coperto da una mascherina, le scuole e molti luoghi pubblici restano chiusi, le partite di calcio si giocano a porte chiuse. Ma nelle località di mare come Acapulco e Cancùn le spiagge sono piene di gente. Ad Acapulco sono occupate il 90 per cento delle stanze d’albergo. In riva al mare e sotto il sole il virus del porco fa meno paura.