Einstein disse: senza i giornali, l’informazione avrebbe cinque giorni di vita

Articolo bello sul destino dei giornali. © 2009 – FOGLIO QUOTIDIANO

Prima c’è stato James Jones, inviato del programma tv “The Daily Show”. E’ arrivato alla sede del New York Times con il codazzo di telecamere e la precisa intenzione di ridicolizzare il grande giornale stampato su carta, trattato come un dinosauro, bruciato dall’accelerazione impressa alle notizie da Internet. Ha girato la redazione con in mano una copia e una domanda di sfida: “Mostratemi qui sopra una notizia successa oggi”. Ha chiesto al direttore Bill Keller: “Come mai Huffington Post, il sito, fa più soldi di voi?”. Quando il direttore ha replicato che Huffington Post e altri siti, come l’aggregatore di notizie Google News o Drudgereport, l’informatissimo e pettegolissimo sito che anticipa quasi sempre la concorrenza sugli scandali, non hanno un manipolo di inviati a Baghdad, Jones ha tagliato corto: “Vabbé, ma quegli articoli non sono divertenti da leggere”. Un maramaldo, considerato che il giornale newyorchese è in grave crisi finanziaria e sta facendo acrobazie contabili tra un taglio dei dipendenti e l’altro.
Dopo Jones, c’è un altro Jones: Alex, già inviato del New York Times, premio Pulitzer e da otto anni direttore del Press, Politics and Public Policy a Harvard. Per smontare le tesi sbandierate con ferocia giuliva dal primo – i giornali sono morti o moribondi, residui di un’altra era, tecnicamente perduti davanti a mezzi istantanei come i blog – il secondo Jones ha scritto un saggio (un altro di quei manufatti che avrebbe dovuto essere rimpiazzato dalla televisione trent’anni fa, secondo quanto preconizzavano i critici): “Losing the news. The Future of the News that feed Democracy”. Jones demolisce la nozione che l’informazione che conta è legata all’ora in cui esce. Ovvio, nessuno vuole leggere notizie che ha già sentito. Ma il giornalismo più prezioso non è quello che parla di un episodio accaduto oggi (consiglio di un futurologo al Times: articoli non più lunghi di 50 parole. Questo che state leggendo è di 560). E’ invece l’informazione che nasce da mesi di indagini o da una copertura instancabile e regolare.

Come ribatteva il direttore Bill Keller al petulante Jones primo: “Noi abbiamo un ufficio del Times a Baghdad”. Un altro esempio clamoroso: il miglior inviato in Afghanistan e Pakistan è Ron Moreau, di Newsweek. Moreau è un giornalista che arriva dove i servizi segreti non sono arrivati: si scambia persino mail con il numero due del mullah Omar, il capo di tutti i talebani, per intervistarlo. Difficile avere notizie più di prima mano da quel fronte (rispetto a Moreau, probabilmente il tg vi farà vedere una carrellata di immagini filmate dal finestrino nel centro di Kabul). Newsweek è il settimanale che di recente ha fatto la scelta di dare meno notizie, ma più approfondite e con uno stile più di lettura, anche a costo – messo in conto dal direttore – di perdere la metà dei lettori. Meno, ma migliori e più interessati.
L’ottantacinque per cento delle news basate su fatti che circolano sui media “derivati”, televisione, radio, Internet, è nata prima sui giornali di carta stampata. Argomento facilmente verificabile anche in Italia: quanti scoop hanno fatto i telegiornali nazionali, o le radio, o i blog quest’anno? Il riferimento è sempre lo stesso. Per ispirarsi i conduttori radio cominciano i programmi sfogliando i giornali. Ogni rete televisiva ha un’attenta rassegna stampa. E i telegiornali spesso condensano le notizie in riassunti di un minuto: chi vuole sapere di più, compra i giornali.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...