Tra guerra e pace

La quasi totalità dei soldati – inclusi quelli di carriera in tempo di pace – restano fedeli a una lettura sobria della guerra. Si rendono conto che è disgustosa, e che spesso non è neanche necessaria. Ma questa consapevolezza è più rara tra i civili. L’atteggiamento del militare è dovuto anche al vivere il pericolo in prima persona e al contatto ravvicinato coi meccanismi della vita militare. Il civile, che vive lontano dal pericolo, dispone invece di un eccesso di emotività, che facilmente si trasforma in odio  – verso il nemico se il civile in questione è un patriota, verso la propria parte se il civile in questione è un pacifista. Ma la mentalità di guerra può essere dominata, volendo. Esattamente come si può dominare la paura dei proiettili. Il problema è che nessuna associazione pacifista o patriottica si rende conto di essere vittima della mentalità di guerra. (…)

George Orwell, qui

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