Chicco Testa l’antiatomico

Al Festival della Scienza di Genova AnsaldoNucleare sponsorizza un incontro sul futuro dell’energia atomica in Italia. Chicco Testa, il gran promoter dell’atomo, adeguatamente ex-ambientalista, aderisce al nuovo corso leghista e parla in dialetto. Dice “kul che l’è” in continuazione, a uso intercalare, cosicché i meridionali in sala si scuotono per la sorpresa: che vuol dire “kul che l’è”? Per quelli abituati al  romanesco somministrato dalla televisione pare un’interferenza di Telepadania.
Secondo Chicco Testa esistono in Italia diversi problemi ma pochi responsabili, tutti più o meno identificabili con Alfonso Pecoraro Scanio. I rifiuti a Napoli, le navi affondate in Calabria, la disoccupazione giovanile e l’eccessiva dipendenza da combustibili fossili. Fa il sarcastico, Chicco Testa. Fa le battute, e a breve si capisce anche il perché: non saranno ammessi interventi dal pubblico, quindi gli ambientalisti venuti a dare fastidio sono destinati, per oggi, a soffrire in silenzio. L’incontro sponsorizzato dalla Ansaldo Nucleare, infatti, non è un dibattito ma – come si legge sul programma – una “conversazione”. Tra persone accomunate da un’idea: che il nucleare ci vuole, e subito. Chicco Testa giura di non guadagnarci un soldo. Ma c’erano due o tre che avrebbero pagato per potergli fare qualche domanda sugli atomi, sulla politica energetica italiana e sulle navi affondate in Calabria. Anche in dialetto, eh.

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