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Nel film nuovo di Woody Allen c’è un monologo che elenca le disgrazie del mondo: “La guerra, le carestie, la POLLUZIONE, …”. Esatto, la polluzione. In inglese sarà stato Pollution, che in Italia si dice Inquinamento. Polluzione non funziona in quel dialogo. Non c’entra niente. Poi dice che uno si addormenta al cinema.

Nel film l’Uomo che fissa le capre invece c’è un personaggio che lavora in un giornale, che dalla storia si capisce essere un redattore di un certo livello, diciamo il caporedattore. Nel monologo invece costui diventa l’EDITORE. Esatto, l’editore. In inglese sarà stato Editor, che in italiano si traduce caporedattore o direttore, insomma il capo. In inglese infatti Editore si dice Publisher. Poi dice che uno s’incazza, aspetta i titoli di coda e si segna il nome del traduttore (i titoli di coda danno tutta la colpa a Francesco Vairano).

Vero, nel mondo ci sono tanti problemi (carestie, guerre, POLLUZIONI appunto) ma in Italia si pone l’urgenza di fare un salto verso il mondo civilizzato, trovare un lavoro onesto ai doppiatori e mandare nelle sale i film senza doppiaggio e coi sottotitoli. I film nostri, all’estero, non li rovinano.

Le tabelle aggiustate dell’IPCC

Strano ma vero, in Italia tarda a montare la polemica sulle mail degli scienziati dell’IPCC, sorpresi a mettersi d’accordo per truccare i dati. Una polemica che sicuramente arriverà anche da noi, ci staranno già pensando quelli del Foglio di Ferrara e svariati altri addetti ai lavori.
La storia per alcuni dimostra che i cambiamenti climatici sono una grossa montatura. Per altri le cose sono più complesse. Non è detto che le ricerche fossero completamente sballate, anzi. Le mail riguarderebbero piuttosto la presentazione dei dati. E comunque la polemica riguarda il modo di esporli, piuttosto che il metodo scientifico per ricavarli.
Insomma, si aspettano i giorni del vertice di Copenaghen per parlarne anche qui in Italia. La storiella dovrebbe aprire gli occhi agli scienziati su un problema grave, quello di comunicare i risultati del loro lavoro, a volte molto complesso e difficile da sintetizzare. Da questo punto di vista l’IPCC è un disastro. E questo tentativo di arrivare a una rappresentazione “addomesticata” della realtà rischia di costare caro. Ciò detto, niente di nuovo sotto il sole. Quando impareranno?

Il caso Marrazzo si tinge di sangue: la trans Brenda trovata morta

Brenda, trans di Marrazzo

Brenda, la transessuale brasiliana coinvolta nella vicenda che ha provocato le dimissioni di Piero Marrazzo dalla presidenza della Regione Lazio, è stata trovata morta carbonizzata in un appartamento di Roma. Potrebbe trattarsi di un suicidio. Così un nuovo tragico mistero si aggiunge a una vicenda già piena di lati oscuri.

Beni confiscati alle mafie: don Ciotti “L’emendamento della Finanziaria votato oggi al Senato tradisce lo spirito della legge sui beni confiscati”

1995 - Raccolta di firme per una legge popolare sulla confisca e il riutilizzo dei beni alle mafie
1995 – Raccolta di firme per una legge popolare sulla confisca e il riutilizzo dei beni alle mafie

«Con l’emendamento votato oggi al Senato che consente la vendita dei beni immobili confiscati alle mafie, viene di fatto tradito l’impegno assunto con il milione di cittadini che nel 1996 firmarono la proposta per la legge sull’uso sociale dei beni confiscati alla mafia e la loro restituzione alla collettività.
Il divieto di vendere questi beni è un principio che non può e non deve, salvo eccezioni, essere messo in discussione. Se l’obbiettivo è quello di recuperare risorse finanziarie strumenti già ce ne sono, a partire dal “Fondo unico giustizia” alimentato con i soldi “liquidi” sottratti alle attività criminali, di cui una parte deve essere destinata prioritariamente ai famigliari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia.
Ma è un tragico errore vendere i beni correndo di fatto il rischio di restituirli alle organizzazioni criminali, capaci di mettere in campo ingegnosi sistemi di intermediari e prestanome e già pronte per riacquistarli, come ci risulta da molteplici segnali arrivati dai territori più esposti all’influenza dei clan.
Facciamo un appello a tutte le forze politiche perché questo emendamento, che rischia di tradursi in un ulteriore “regalo” alle mafie, venga abolito nel passaggio alla Camera».

Luigi Ciotti
Presidente di Libera

(tratto dal sito di Libera)