Lo spot tra le pagine

Su Entertainment Weekly è apparsa la prima pubblicità filmata. Ok, è successo un mese fa. Ma ancora vale la pena di far girare qualche riga su questa novità. Funziona che nella rivista c’è un inserto cicciotto. Lo si apre e si trova un micro-schermo inserito in una cornice di cartoncino, che si illumina e fa partire il video. E parte anche la musica perché il video ha anche una traccia sonora.

Il chip che fa funzionare l’aggeggio può contenere fino a 40 minuti di video e la batteria dura fino a sette ore. Il tutto ricorda i biglietti d’auguri con il carillon in gran voga fino a qualche anno fa, che si attivano quando si apre il biglietto. La novità è lo schermo: di quelli a colori, a cristalli liquidi, ad alta definizione (320×240), già in uso per i telefonini.
La rivista con la pubblicità filmata si riconosce subito perché l’inserto occupa spazio e la pagina animata è un rettangolo rigido, spesso tre millimetri. Insomma, impossibile arrotolare la rivista. E l’inserto non si getta via. La batteria può essere ricaricata e si può inserire un altro filmato. Almeno, questo dice la Americhip, che ha sviluppato la tecnologia e deve rispondere a chi manifesta qualche preoccupazione per l’impatto ambientale di questa novità.
D’altro canto i costi sono alti. La BBC parla di venti dollari a copia: per questo gli inserzionisti-pionieri (Pepsi e la catena televisiva CBS) hanno chiesto di non mandare in edicola la pagina filmata, ma di limitare la diffusione a poche migliaia di abbonati.

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