Comprategli un vocabolario

Nel film nuovo di Woody Allen c’è un monologo che elenca le disgrazie del mondo: “La guerra, le carestie, la POLLUZIONE, …”. Esatto, la polluzione. In inglese sarà stato Pollution, che in Italia si dice Inquinamento. Polluzione non funziona in quel dialogo. Non c’entra niente. Poi dice che uno si addormenta al cinema.

Nel film l’Uomo che fissa le capre invece c’è un personaggio che lavora in un giornale, che dalla storia si capisce essere un redattore di un certo livello, diciamo il caporedattore. Nel monologo invece costui diventa l’EDITORE. Esatto, l’editore. In inglese sarà stato Editor, che in italiano si traduce caporedattore o direttore, insomma il capo. In inglese infatti Editore si dice Publisher. Poi dice che uno s’incazza, aspetta i titoli di coda e si segna il nome del traduttore (i titoli di coda danno tutta la colpa a Francesco Vairano).

Vero, nel mondo ci sono tanti problemi (carestie, guerre, POLLUZIONI appunto) ma in Italia si pone l’urgenza di fare un salto verso il mondo civilizzato, trovare un lavoro onesto ai doppiatori e mandare nelle sale i film senza doppiaggio e coi sottotitoli. I film nostri, all’estero, non li rovinano.

7 commenti su “Comprategli un vocabolario

  1. Francesca ha detto:

    assolutamente d’accordo! Probabilmente, oltre che nella lobby dei doppiatori, le cause sono da rintracciare anche nelle case di distribuzione italiane, le cui logiche – su questo tema, ma anche sulla scelta dei film da distribuire – rispondono a leggi occulte e francamente incomprensibili

  2. lodger ha detto:

    Nel frattempo smettiamo di raccontare la favola del “migliore doppiaggio del mondo”.

  3. Antonino ha detto:

    Il film l’ho visto in spagnolo, non essendo un inglese parlante mi devo arrangiare. Per questo non posso che essere grato ai traduttori. I film italiani non li rovinano all’estero perché praticamente non ci arrivano. E forse è meglio così. Comunque tradurre è difficilissimo e spesso è intraducibile. Esempio: Antonino spiegò le vele al vento, ma il vento non capì. Mi piace moltissimo. Disgraziatamente in spagnolo non si può tradurre: la parola spiegare nel senso di aprire e la paraola spiegare nel senso di esplicare, ha due vocaboli totalmente differenti. Peccato :/

  4. lodger ha detto:

    All’estero i film italiani di ieri e di oggi vanno tantissimo. A Londra quest’anno c’erano Il Divo e Gomorra, più i film di nicchia, che comunque girano nelle sale. Nessuno era doppiato. Sottotitoli. Nessun trauma. Anzi, le sale erano piene. Il pubblico inglese nasce un po’ imparato, sa che l’attore che lavora sui gesti è lo stesso che lavora sulla voce, e la voce è importante, non ammette playback. Il doppiaggio è ritenuto un’alterazione e quando non è strettamente necessario è ritenuto, giustamente, un’aberrazione. I film inglesi sono girati in presa diretta, infatti …
    A Londra ho visto anche l’ultimo di Almodovar, ovviamente coi sottotitoli. Ora è uscito in Italia, probabilmente con qualche disastro aggiunto dai doppiatori.

  5. Chiara ha detto:

    e nella lista dei disastri mettiamoci anche A Serious Man, va’!

  6. niseem ha detto:

    Da come scrivi pare che la responsabilità degli errori di cui parli siano da attribuire al doppiatore. Il doppiatore NON traduce ne adatta nulla, si trova in sala un copione già bello e pronto. Finisce di lavorare e torna a casa, dove magari ha pure una famiglia, dei bambini, un affitto, una rata da pagare. Come tutti, più o meno. Che lavoro “onesto” vorresti trovargli? Sono interessatissimo.

    P.S: non sapevo di appartenere ad una “lobby”…. wow!

    Ciao a tutti!

  7. lodger ha detto:

    Il post non attribuisce errori al doppiatore. In un caso mi sono preso il fastidio di attendere i titoli di coda per segnarmi il nome del TRADUTTORE. Conosco la differenza, grazie comunque per la precisazione.
    I film sono tradotti sempre peggio, te ne sarai accorto. Se questo non è un problema per voi doppiatori, lo è per chi paga il biglietto.
    Intanto le proiezioni delle versioni originali sono sempre più frequenti e affollate: perché? Per i doppiatori esistono tanti modi per difendere il prestigio della loro professione. Uno è sicuramente diventare una lobby che pretende traduzioni decenti. Ciò detto, resta il fatto che gli attori della versione originale non sono solo facce, ma anche voce. E penso che i loro sforzi di interpretazione vadano apprezzati fino in fondo. Questa è l’opinione di uno spettatore che vorrebbe poter scegliere di vedere il film così come è stato realizzato, senza distorsioni e interpretazioni, come avviene in quasi tutto il mondo.

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