“Io no parlare. Io no bianco. Tu capire?”

Nella versione italiana di questo film di Philippe Loiret gli immigrati afgani parlano tutti la stessa lingua, un italiano un po’ fiacco, dall’accento mezzo veneto e mezzo indiano. La stessa lingua che parlano alcuni personaggi dei Simpson, la famiglia Nahasapeemapetilon, gli indiani che gestiscono una bottega di Springfield. Nel primo caso la lingua messa in bocca a questi personaggi rischia di rendere comico un film che nasce come drammatico, ammesso che si riesca a sopportarlo fino alla fine. Nel caso dei Simpson è invece un artificio che tenta di rappresentare in maniera colorita uno stereotipo utile alla narrazione, che tematizza gli stereotipi, li mette alla berlina e ne fa materiale di satira. La lingua, insomma, è la stessa. Le intenzioni degli autori, così come gli effetti sul pubblico, sono invece molto diversi. Nel caso del film suggeriscono che ancora una volta è meglio cercare la versione originale.

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