“Un atto di inspiegabile violenza”

Il dieci settembre del 2003 la ministra degli Esteri svedese, Anna Lindh, venne accoltellata mentre faceva compere nella sua città. L’assassino era un uomo, Mijailo Mijailović, che fece di tutto per connotare politicamente il suo atto. Lo spiegò. Era un cittadino serbo, ce l’aveva con la Svezia perché non aveva impedito agli Stati Uniti di fare la guerra contro Milosevic.
Ma questi dettagli non si trovano facilmente. Sulle biografie ufficiali della vittima e sul sito della fondazione che ha preso il suo nome si legge solo che quell’omicidio fu “un atto di inspiegabile violenza”. Un atto. Di inspiegabile. Violenza.

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