Pop corn, semi o lupini?*

La Direzione e lo Staff del Nuovo Cinema Aquila di Roma si rivolgono alla loro clientela con una lettera che spiega come mai vengano richiesti agli spettatori 20 euro di cauzione sugli occhialini per vedere i film in 3D. Venti euri, oltre al biglietto, da lasciare alla cassa prima di accomodarsi in sala. Ecco la lettera pubblicata sul sito del cinema, con qualche commento nostro.
Cari spettatori,
il Nuovo Cinema Aquila si trova costretto …
Ehi, ehi, fermi un attimo. Che vuol dire “costretto”? Da chi? Dalla legge? Dalla polizia? Non risulta. State attenti perché “costretto” in questo caso è una forzatura. Del tipo “mi trovo costretto a pisciarti sulle scarpe”.
… a richiedere una cauzione di € 20,00 – che verrà restituita al termine della proiezione – per il ritiro degli occhiali 3D, a seguito di uno spiacevole incidente occorso nella giornata di lunedì 18 gennaio, quando al termine di tutte le proiezioni è stato riscontrato l’ammanco di 5 paia di occhiali.
Qui siamo oltre. Qui siamo a un altro livello. Siamo al livello di “mi vedo costretto a pisciarti sulle scarpe perché mi sta antipatico un tizio che neanche conosci”. Cari Direttore e Staff, fateci capire. Vi siete persi cinque paia di occhiali in una sola proiezione. Questo resta un problema vostro, non dei vostri poveri spettatori. Voi invece vi sentite “costretti” a prendervela con gli spettatori? A organizzare la rappresaglia? E a fronte di tanta fiducia e di tanta cortesia gli spettatori dovrebbero fidarsi di voi, affidandovi la cauzione? In base a quale logica? Voi=onesti; clienti=disonesti?
Come al solito in questi casi, il malcostume di pochi si risolve in un danno per molti: …
Se vogliamo parlare di quello che succede di solito, allora parliamone. Parliamo di come si organizza il prestito al pubblico di un oggetto prezioso come un apparecchio sofisticato. Che so, le cuffiette per la traduzione simultanea delle conferenze. In quei casi si domanda un documento d’identità. La carta d’identità è un oggetto prezioso, ma al tempo stesso difficile da “perdere”, o da piazzare sul mercato. Dovrebbe funzionare così: “Vuoi gli occhialini? Sgancia un documento”. E se alla fine della proiezione mancano gli occhiali, invece dei venti euro avrò in mano un foglietto che dice nome, cognome, indirizzo, statura, comune di residenza, stato civile e professione del presunto ladro. Troppo semplice per non averci pensato. Ci sarà un motivo se avete scartato questa ipotesi. Sarebbe utile saperlo. Ma si diceva così per dire, tanto per parlare di quello che succede “di solito” su questo pianeta, nel 2010. Quello che, invece, non succede di solito è che un cliente venga punito per una colpa attribuita a un altro cliente (ma su questo punto torniamo più avanti).
… per il Cinema, ovviamente, in quanto da sempre impegnato ad offrire altissima qualità a prezzi concorrenziali, se non addirittura a titolo gratuito nel caso di moltissimi eventi (dalla Festa di Riapertura alla Rassegna sul Futurismo a quella per la Caduta del Muro di Berlino, per citare solo alcuni esempi); ed a maggior ragione per voi spettatori, cui si richiede – a questo punto gioco forza – …
Gioco forza uno fa cento metri e si guarda il film da un’altra parte. A meno di avere un debole per i giochini servo-padrone, quelli di “adesso mi hai fatto proprio arrabbiare, ti dovrò dare tante frustate. Giù i calzoni!”
… di garantire la riconsegna degli occhiali attraverso il deposito di una cauzione.
Il Nuovo Cinema Aquila ha scelto di fornire al pubblico un servizio di altissima qualità, basato sull’utilizzo di occhiali 3D NESTRI attivi polarizzati, ricaricabili e dotati di microchip interno, che ricevono il segnale direttamente dal proiettore: questa tecnologia permette una migliore fruizione dell’esperienza 3D ed una qualità di visione elevatissima anche dalla prima fila.
Proprio per questo motivo lo staff del Nuovo Cinema Aquila è tanto più amareggiato per la sgradevole situazione verificatasi, in quanto la mancata restituzione degli occhiali 3D si è risolta ovviamente in un danno per il cinema e per gli spettatori, ma in un vantaggio pressoché nullo per gli autori di un gesto così spiacevole, poiché le lenti utilizzate presso il nostro cinema RISULTANO TOTALMENTE INUTILIZZABILI AL DI FUORI DELLA NOSTRA SALA!
I casi sono due. O sapete per certo che gli occhiali sono stati rubati con l’intenzione di rubare, e magari sapete pure chi li ha presi, oppure non riuscite a immaginare che qualche spettatore, dopo tre ore di film, se li è forse messi in tasca per abitudine, senza pensarci. La restituzione andava organizzata da voi. Qualcuno avrebbe dovuto sensibilizzare gli spettatori e trovare un modo di farsi ridare gli occhiali. Che so, chiedendo il documento all’ingresso …
Ci affidiamo alla comprensione di tutti quegli spettatori, e sono la maggioranza, che hanno semplicemente desiderio godere di uno spettacolo meraviglioso ed affascinante, anche a prezzo di un piccolo fastidio in più.
Chiedere comprensione è forse troppo. Davvero non si comprende la vostra scelta. Magari provate a spiegarla meglio, provate a spiegare perché avete scartato ipotesi più ovvie. E provate a spiegare a cosa dovrebbe servire questa punizione collettiva, laddove non siete riusciti, voi, a farvi restituire oggetti che, a vostro dire, non hanno alcun valore per chi se li è portati a casa.
Fastidio è invece la parola giusta. Fastidio per l’ennesimo luogo pubblico di Roma che non riesce a stabilire un rapporto di cortesia con la clientela. Fastidio per un espediente concepito allo scopo di dare fastidio, manco dovessimo, noi clienti, espiare delle colpe. Al prossimo paio di occhialini che sparisce vi “troverete costretti” a smontare le poltrone per farci guardare il film in ginocchio sui ceci. Ma noi il film l’avremo già visto. Da un’altra parte. A proposito: molto bello.
*Il titolo del post è una dotta citazione cinematografica.

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