Il tempo delle Mele

Il dibattito politico è asfittico, noioso e inconcludente. Vorremmo quasi ringraziare il cantante Morgan, al secolo Marco Castoldi, se negli ultimi tre giorni quel dibattito si è vivacizzato alle spalle della sua drammatica vicenda personale. Da giorni è tutto un proliferare di dichiarazioni sull’esclusione del cantante dal festival della canzone italiana. Sul luogo dello sniffo arriva l’immancabile Bruno Vespa, che ‒manco a dirlo‒ stava giusto cercando un argomento “leggero” per la puntata di “Porta a Porta” in onda stasera. Ospite, naturalmente, lo stesso Morgan.
Per gli appassionati del genere, pare che la Rai abbia aperto uno spiraglio al ripescaggio del cantante, a condizione che “Morgan entri in una comunità di recupero” (parole di Mauro Masi, dg dell’azienda di viale Mazzini) . E così anche il regolamento del festival diventò ad personam. Pare che adesso sia lo stesso Morgan a non voler più andare a Sanremo. Mah..
Finora sull’argomento “cocainomane all’Ariston” si erano esercitate solo le nuove proposte della politica (con l’eccezione di Gasparri, ma chi meglio di lui per confermare la regola?); oggi invece è il turno dei big. Ecco che segretario del Pd Bersani ‒tra il dibattito alla camera sul legittimo impedimento, una conferenza stampa sulle crisi e il lancio dei nuovi manifesti elettorali del partito‒ ha sentito il bisogno di farci sapere come la pensa: «Morgan ha sbagliato, ma non possiamo massacrarlo. Dobbiamo dargli una possibilità come tutti quelli che hanno sbagliato e ai quali va data un’altra occasione». Probabilmente, sono le dichiarazioni più persuasive che Bersani ha fatto da quando è segretario del Pd.
Tuttavia, si affacciano sulla vicenda interrogativi inquietanti. Qualcuno ha obbligato Morgan a fare quelle dichiarazioni shock? Non sarà mica la solita polemica creata ad arte per fare pubblicità al festival? Probabilmente ci sbagliamo e pecchiamo di cinismo, ma è famosa quella frase di Andreotti su chi, pensando a male…
Anche perché Morgan nel 2001 partecipò a Sanremo con una canzone chiamata l’Assenzio, una sostanza che ‒per chi non lo sapesse‒non è esattamente acqua minerale. Quella canzone conteneva espressioni inequivocabili, che valgono almeno quanto l’intervista a Max: «In fondo se perdi il controllo non fai niente di male….gli effetti speciali, la polizia, travestirsi, la censura, l’oppio, la religione, il lego, l’assenzio». Eppure la cantò, e nessuno ebbe da dire.
Nel frattempo, arriva dalla Puglia una notizia che a Morgan non potrà che far piacere. Ve lo ricordate Cosimo Mele? Si tratta dell’indimenticato ex deputato Udc coinvolto in una storia di coca in un festino hard, una vicenda che aveva messo fine alla sua carriera politica. Ebbene, il Mele nazionale sarà candidato alle regionali pugliesi nella lista “Io Sud”. Ha ragione Bersani: la seconda possibilità arriva sempre. E se fai politica non devi nemmeno aspettare tanto.

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