Tu chiamale se vuoi…illazioni

Era il lontano 13 gennaio 2010 quando il nostro premier in un sussulto di realismo politico dichiarava: «Visto che stiamo entrando nella campagna elettorale non vogliamo fare promesse che non si possono mantenere. L’attuale crisi economica non permette di ridurre le tasse. Oggi non c’è nessuna possibilità di tagliare le imposte. Sento solo illazioni in giro». Insomma, il piatto piange e non ce n’è per nessuno. E bravo il nostro premier, che da statista ha ammesso le difficoltà e i limiti della sua azione politica, anzichè ripetere «va tutto bene madama la marchesa». Ed eccoci ad oggi, 24 giorni dopo: «Abbiamo abbassato le tasse, togliendo l’Ici e togliendo 2 miliardi alle imprese». Evidentemente di illazioni in giro non se ne stavano sentendo più.

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