Uno Stato catatonico

Vomito, tremore, attacchi di panico, stato catatonico. Sono gli effetti collaterali che la visione del film Paranormal Activity sta suscitando su minori e adolescenti. Quanto basta per scatenare le proteste di Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui diritti dei minori, e di Alessandra Mussolini, presidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza. Il film è nelle sale da venerdì scorso e in Italia è consentita la visione senza alcuna limitazione per i minori. Negli USA invece  è stato deciso che i minori siano accompagnati dagli adulti. Eppure da noi esiste una Commissione per la revisione cinematografica composta da fior di docenti di psicologia dell’età evolutiva e rappresentanti dei genitori. E il nostro paese è ancora uno dei pochi in cui è previsto il rilascio obbligatorio di un nulla osta ministeriale dopo l’esame della pellicola da parte della Commissione. Tempo fa uscì un libro, «Italia taglia» di Tatti Sanguineti, che ha raccontato i 400 film vittime della censura di Stato. In Germania e in Spagna –dove l’articolo 20 della costituzione del 1978 vieta espressamente la censura di stato- vige un sistema di autocertificazione del produttore, che se ne assume la responsabilità. Nell’attesa (di Godot) che l’Italia si adegui, finché c’è la commissione, è bene che lavori. Abbiamo dimenticato di dire che la Commissione fa capo al Ministero dei Beni Culturali di Sandro Bondi. Quando si parla di Stato catatonico…

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