Richard Lynn, t’avanza un gomito?

Che culo, Richard Lynn ha pubblicato un’altra ricerca.
Nel suo nuovo studio, finalmente dedicato all’Italia, sostiene che i meridionali sono meno intelligenti dei settentrionali. Ma Lynn ha un curriculum di uscite imbarazzanti che neanche Gabriella Carlucci. Senza troppo far caso al fatto che l’unica rivista che abbia avuto il coraggio di pubblicare il suo ultimo studio è quella dove lui figura come direttore scientifico, segnaleremo che la base scientifica impiegata da Lynn è il QI, il quoziente d’intelligenza, un’altra puttanata inventata dai bianchi per dimostrare che i neri sono stupidi. Sulla base di questo misuratore Lynn è giunto ad altre conclusioni:
– che i giapponesi sono più intelligenti degli europei;
– che le donne sono più stupide degli uomini – un dato che qualcuno gli ha poi proposto di verificare;
– che gli africani sono più impediti degli europei. E, naturalmente:
– che i ricchi sono evolutivamente più lontani dalle scimmie rispetto ai poveri.
Non è uno scherzo. Sono cose che lui pensa di aver dimostrato scientificamente. Insomma, ci mancava proprio uno studio di Richard Lynn.

Ma non è solo, Richard Lynn. Da più parti, anche tra i missionari e i compassionevoli di sinistra, si insiste sui dati del maggiore abbandono scolastico e delle più numerose bocciature nelle scuole del Sud Italia. Quasi a dire che gli alunni del Sud sono più asini di quelli del nord. Senza neanche per un istante lasciarsi passare per la testa che, magari, al Sud sono gli insegnanti ad essere più severi.
Noi di Atlantis, che a differenza di Lynn non siamo laureati a Cambridge, vorremmo sottoporre alla sua attenzione il dato che più di tutti mette a repentaglio ciò che resta della sua credibilità scientifica.

Questo qui

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5 commenti su “Richard Lynn, t’avanza un gomito?

  1. alan vilbren ha detto:

    E’ risaputo che i test intellettivi sono tarati su individui che appartengono alla classe media e alla razza bianca. Questo significa che persone di basso ceto o di razza nera ottengono mediamente QI più bassi, anche se la loro intelligenza non è affatto inferiore.
    E’ un limite dei test, non della gente. Le capacità che misurano riguardano fatti o abilità che si imparano in alcuni ambienti culturali. In ambienti diversi, si apprende altro.
    Perciò, un test psicometrico non misura quanto sei intelligente, ma quanto fai parte di una determinata cultura. Qualunque studente di psicologia lo sa. Si vede che, al Prof. Lynn, che insegna proprio questa materia, nessuno lo ha ancora spiegato.
    Attenzione, emerito Prof! O andrà a finire che, al prossimo esame, saranno i suoi stessi allievi a bocciarla!

  2. Michele ha detto:

    Sei imbottito di condizionamento mediatico. Il qi inventato dai bianchi per dimostrare che i neri sono stupidi? Il qi è un’unità di misura e basta. Sarebbe come dire che il metro è stato inventato per dire che i pigmei sono bassi.
    Invece di farti coinvolgere a livello emotivo da questa ricerca, dovresti analizzare empiricamente i dati esposti, e poi trarre una conclusione. Personalmente le persone più intelligenti che conosco non sono tutte del nord, così come le più stupide non sono tutte del sud. Le persone più stupide che conosco non sono tutte donne, PERÒ le più intelligenti che conosco sono tutte maschi. Del resto, l’intelligenza non è “una cosa astratta”, ma l’effetto del funzionamento di una parte fisica, in questo caso il cervello. Va da sé che chi ha il cervello più grosso è, potenzialmente, più intelligente. Poi dipende quanto si è allenato a esserlo, esattamente come un individuo fisicamente più robusto di un altro potrebbe anche essere più debole, se l’altro si è sempre allenato e lui invece no. Ecco perché un mio amico che ha la testa molto piccola è molto più intelligente di altri uomini, stessa cosa dicasi per la mia ragazza. Ciao!

  3. lodger ha detto:

    Michele, non so a chi rivolgi le tue critiche. Dovresti specificare.
    Per quanto mi riguarda (ho scritto io il post) ti posso contestare l’idea che “cervello grosso=tanto sale in zucca”. Fondamento scientifico pari a zero.
    Gli strumenti di misurazione non sono verità assolute. Sono strumenti. Gli strumenti vanno tarati e confrontati con la realtà. Alcuni reggono il confronto, altri no. Il QI, messo a confronto con la realtà, si è rivelato fuorviante. Al punto che pochi cattedratici, diciamo, controcorrente si attardano a utilizzarlo.
    A presto!

  4. alan vilbren ha detto:

    A Michele
    Non dico che i test intellettivi non servano a niente. Sono come un metro, hai ragione. Basta sapere cosa misurano.
    L’intelligenza umana è qualcosa di molto complesso. Nessun test è in grado di valutarla a pieno. I test, anche quelli più articolati, valutano solo alcune delle tante abilità.
    Perciò, è stupido usarli da sostegno a teorie razziste. La questione è stata chiarita da anni dalla comunità scientifica. E mi stupisce che questa “ricerca” di Lynn abbia suscitato tanto scalpore.
    Le dimensioni del cervello sono state invocate per dimostrare una presunta superiorità dell’uomo sulla donna. Ma pure questo è stato chiarito.
    Non c’è nessun rapporto tra la grandezza del cervello e l’intelligenza. Si ritiene che il cervello maschile sia più grosso solo perché anche il corpo dell’uomo è più grande.

  5. silverhorse ha detto:

    Io penso che i test del quoziente intellettivo nn siano tarati solo per i bianchi della classe media di origine europea,altrimenti nn si spiegherebbe perchè gli asiatici ci battono di 5 o 6 punti in questi test…nn mi pare proprio che siano di razza bianca o europei….poi e’ vero,per alcuni tipi di test avere conoscenze culturali maggiori aumenta il quoziente intellettivo (per esempio a me e’ capitato di fare alcuni di questi test sia in italiano che in spagnolo ed in quest’ultima lingua ho ottenuto un punteggio inferiore perchè nonostante io la conosco bene come lingua nn ho la padronanza completa di tutti i vocaboli,nn e’ la mia lingua madre)pero’ ci sono altri tipi di test,come le matrici progressive di Raven che sono standardizzati e non dipendono dalla cultura di chi li fa…li nn si fanno distinzioni di cultura o di lingua,si tratta di capire solo 5 o 6 figure in progressione di difficoltà,nient’altro….lì nn si hanno giustificazioni,o sei in grado di capirle oppure no….ecco perchè secondo me sono uno strumento abbastanza veritiero per misurare l’intelligenza.
    P.S.:SONO MERIDIONALE!!!!:D

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