L’amaro calice di Emma


Lo sciopero della sete annunciato da Emma Bonino ha colto di sorpresa i papaveri del PD, tutti molto sorpresi che quella lì, Emma Bonino, si sia messa a fare uno sciopero della sete (Proprio da lei non se l’aspettavano! …)
Sorprende che tra insulti, dietrologie e accuse (“ingrata”, “profittatrice”, “incosciente” …), nessuno si sia sprecato, neanche per inciso, a entrare nel merito delle questioni poste da Emma Bonino.
Ha ragione oppure no? E, più in generale, in questo paese esistono le condizioni per fare politica onestamente?
Si sa che, per i pochi partiti che sono rimasti a spartirsi il potere, la questione ormai non si pone più. Infatti. Di cosa parla Emma Bonino? Abbiamo o non abbiamo le migliori leggi elettorali del mondo? Siamo o non siamo il paese delle regole e della legalità?
Insomma, sembrano suggerirle da più parti: Ti abbiamo invitata al banchetto del potere, perché hai deciso di rovinarci la festa? Pensavamo che fossi diventata una di noi, perché continui a dare fastidio? Ti abbiamo promesso una poltrona, perché adesso non stai buona e zitta come tutti gli altri?


2 commenti su “L’amaro calice di Emma

  1. Maurizio Frugis ha detto:

    Adesso la Bonino ha la responsabilità di un’intera coalizione, non è semplicemente una qualsiasi militante radicale. A meno che non si voglia sostenere che fa più propaganda digunando che facendo sul serio campagna elettorale. Se così fosse allora sto con la Bonino!

  2. lodger ha detto:

    Io non so cosa sia passato per la testa del PD: non lo sa nessuno cosa passi per la testa del PD. Prima di questo episodio però sembrava di potere indovinare il motivo della candidatura di Emma Bonino: garanzia di rigore nel rispetto delle regole. Niente male per voltare pagina rispetto agli scandali di Marrazzo. Alle debolezze “corporali” di Marrazzo si contrapponeva il rigore di Emma Bonino, così inossidabile, così connaturato alla persona (e al suo corpo, e a quello delle donne che la sostengono in molti modi, anche senza votare il suo partito).
    E invece no. Hanno candidato Emma Bonino e poi si sono svegliati e si sono resi conto di aver candidato … Emma Bonino! Meraviglioso, questo PD.
    I papaveri del PD non possono fare gli scandalizzati. Stanno facendo la figura degli idioti.
    Con lo sciopero della sete Emma Bonino si conferma la persona persuasa delle sue idee che tutti conosciamo. E allontana lo spettro di qualunque contaminazione da parte di un partito che ha dimostrato tutto tranne che responsabilità in questi anni. Se il PD riuscisse per un istante a riconoscersi nelle preoccupazioni (istituzionali, non personali) di Emma Bonino, dimostrerebbe quel senso di responsabilità che ora pretende di insegnare agli altri.
    Sappiamo cosa significa la parola “responsabilità” in bocca ai capoccia del PD. Si traduce in “obbedienza cieca al partito”. Ricordo che la pronunciavano a mitraglietta la notte che approvarono il piano regolatore di Roma e si giocarono quel poco di credibilità che gli era rimasto.
    Se pensano di imporre questa logica a Emma Bonino, stanno freschi.

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