Stato confusionale

Il Premier ha detto oggi di sentirsi come in uno stato di polizia. Gli ha risposto il presidente della Camera che no, non siamo in uno stato di polizia. La speranza, che è sempre l’ultima a morire, è che avessero in mente due cose diverse. Da Wikipedia:

il termine polizia (che etimologicamente deriva dal greco polis) incide con il termine amministrazione interna, con riguardo per tutte le attività di governo. Questo Sistema ha appunto come fine supremo il benessere dei suoi sudditi, (…) Un’espressione equivalente a Stato di polizia è quella di dispotismo illuminato. Altri hanno proposto Stato paternalistico.

Berlusconi ha ragione. In uno stato di polizia i poliziotti sono pagati per proteggerti dalla droga e dalla delinquenza spiccia, e per mandarti a letto presto. Attualmente in Italia le galere sono piene di piccoli spacciatori, mentre corrotti e corruttori vanno a spasso. Le leggi che riempiono le galere sono due: la Fini-Giovanardi, sulle droghe (che mira a punire i consumatori: finissimo esempio di legge da stato di polizia) e la Bossi-Fini, sull’immigrazione (fatta da gente che sinceramente crede di proteggere la “cultura italiana” da ogni “contaminazione esterna” e che, per riassumere il suo credo, parla di “ripulire le strade”). Le obiezioni di Fini sono riportate male, o infondate, o dettate dal canovaccio che lo vede bastian contrario di Berlusconi sempre e comunque.

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