Un Oscar nel quale specchiarsi

La vittoria di “The Hurt locker” agli oscar americani è una gran bella notizia. Lo è perché vince una donna nel giorno in cui si onora il gentil sesso; lo è perché vince un film “povero” sia come budget che come incassi al botteghino (nel paragone col “gigante” Avatar); ma ancor di più perché sottolinea l’esigenza di raccontare quanto i media fanno di tutto per nascondere.
Nella notte degli Oscar appena trascorsa il nostro paese ci fa una doppia figuraccia. “The Hurt locker” nel nostro paese è stato un grande flop: l’hanno visto i critici cinematografici e qualche intenditore. Ha avuto poca pubblicità e poca distribuzione, evidentemente perché ritenuto poco adatto al pubblico italiano, e ha totalizzato un incasso irrisorio. Inoltre Mauro Fiore e Michael Giacchino, i due italiani vincitori di premi – rispettivamente miglior fotografia e miglior colonna sonora – sono in realtà due emigrati e hanno svolto la loro formazione interamente all’estero.
Quanto dovremo aspettare prima che un bel film-verità sulla finta ricostruzione a L’Aquila vinca il Leone d’Oro a Venezia? Forse, per il momento, è meglio accontentarsi che a qualcuno venga l’idea di realizzarlo.

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