Faranno bene, ‘ste tribbune?

Rai Tre, stamattina, Tribuna elettorale per le Regionali, vista dalla Puglia.
Prima notizia, Adriana Poli Bortone è assente.
La prima domanda per i tre candidati presenti riguarda la Francia e l’astensionismo in crescita. Il candidato comunista-comunista, Michele Rizzi, se lo spiega con la delusione verso Sarkozy e il suo modello. Rizzi lascia il segno perché sembra un avatar disegnato dalla Digos. Inclusa la giacchetta beige e il fatto che parla con la zeppola.
Rocco Palese ha ancora il tic del “c-cioè” ma lo reprime attivamente (solidarietà). Il giornalista tenta di intervenire per fargli una precisazione, lui non si lascia interrompere, ripete un pezzo di frase a disco rotto fino a che il giornalista si sta zitto.
Sul nucleare, Nichi Vendola chiarisce che la Puglia geologicamente è il territorio ideale per una centrale ma l’atomo è una scelta archeologica. Su questo punto, Rizzi ha in programma “opposizione dura”, “sciopero generale”. Non lo dice, ma ha in mente anche l’intervento di Bava Beccaris diretto da Ken Loach. Ma chissà cosa dirà sul nucleare il candidato della destra, Rocco Palese.
Ah, è contrario. Il motivo è che rovina il paesaggio. Ricorda che il Consiglio Regionale ha tutti i poteri. Non ricorda che il suo sponsor di Roma, Silvio Berlusconi, li vuole togliere, quei poteri.
Domanda sui rifiuti: Vendola spiega bene, parte dalle schifezze fatte in giro per l’Italia, spiega cosa ha fatto contro le discariche pessime che ha trovato, annuncia il completamento della differenziata. A Rizzi non piacciono i termovalorizzatori. Palese dice che si doveva fare di più e meglio (come direbbe anche il più acceso tra i vendoliani).
Ma su questo, inceneritori e i rifiuti, Vendola replica agli avversari e si scalda. Ricorda che gli inceneritori che la destra aveva approvato prima di lui erano obsoleti, bruciavano il “tal quale” – e Vendola li ha cancellati in favore di termovalorizzatori più puliti (?).
L’acqua privatizzata. Ok, adesso tutti si oppongono alle privatizzazioni. Vendola si opponeva in tempi non sospetti, nel 2005. Da allora ha messo a regime l’Acquedotto Pugliese. Dice che ora l’azienda è un “gioiello” – bisogna verificare. Rizzi parla di “allontanare le lobby” (non si concede di completare aggiungendo “pluto-giudaico-massoniche” ma per queste delizie bisogna andare sul sito del suo partito). Palese rivendica di aver lottato sempre contro lo “scippo” dell’acquedotto che D’Alema aveva preparato a favore dell’Enel. Non si fatica a credergli, trattandosi di quel genio di D’Alema. Insomma, Palese for Vendola. Anche se Palese contesta la gestione dell’Acquedotto del manager no-global Petrella, sociologo nominato poi dimissionato da Vendola.
Alleanze e partiti. Il giornalista ricorda l’ultima dichiarazione di Massimo D’Alema (“Vendola può essere un leader, sì, ma meridionale”). Vendola confessa di essere, in effetti, meridionale.
Rizzi sogna un nuovo partito che sia alternativo al centrosinistra. Comitati operai, comitati precari. Da costruire “in questi giorni” (entro fine mese). Sinistra e destra “vanno a braccetto,” dice. Vendola e D’Alema, “vanno a braccetto,” dice. Palese, quanto a lui, chiarisce di non sentirsi “protesi” di (Raffaele, ex presidente della Regione, ora ministro di Berlusconi) Fitto. Il suo sogno è di allearsi con i cittadini pugliesi e i loro bisogni. Coniugando riformismo e moderatismo, nella legislatura prossima che sarà “costituente”. E dice anche “filiera istituzionale”. Fine della tribuna elettorale. Spazio ai messaggi autogestiti.

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