Prove tecniche di Quirinale

Sempre originale il nostro premier. Per i primi 15 anni della sua attività politica ha snobbato alla grande il 25 aprile come se fosse un inutile “rosso” di calendario. L’anno scorso invece la ricorrenza cadde in piena ondata emotiva (e mediatica) post-terremoto, da qui l’idea di tenere le celebrazioni ad Onna. Quest’anno ci è toccato assistere alla lettura di un inedito (e improbabile) messaggio alla nazione. Improbabile non solo perché il Berlusconi che legge un discorso dal tono dimesso e istituzionale risulta quasi irriconoscibile rispetto a quello cui siamo abituati, che parla a braccio con toni ruspanti. E’ improbabile perché Berlusconi oggi ha parlato di tutt’altro e non ha celebrato la Festa della Liberazione. Il suo incipit : «Nella ricorrenza del 25 aprile celebriamo la Festa della Libertà». Una festa della quale nel nostro ordinamento non c’è traccia. Di liberazione c’è n’è una sola: quella per cui hanno lottato i partigiani opponendosi ai nazisti e ai repubblichini. Nel suo discorso non un solo cenno ai partigiani, coloro che effettivamente lottarono per la libertà. Quella di Berlusconi, invece, si associa facilmente al «suo» Popolo della Libertà e alle vicende politiche attuali e contingenti. Non si sarà mica trattato di prove tecniche di trasmissione dal Quirinale?

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