Liberateli

Il governo propone di aprire la scuola a ottobre. E gli italiani, quelli per bene, hanno una sola obiezione: “Chi ci terrà i bambini?” .
Gli italiani, quelli per bene, ancora non hanno capito la differenza tra insegnamento e baby-sitteraggio. La scuola, per loro, serve a tenergli buoni i figli. Che, non a caso, quando escono da scuola sono isterici e fanno chiasso. La scuola è un carcere, i ragazzi lo sanno, ci vanno contro voglia. Gli insegnanti hanno il prestigio sociale delle sentinelle, e lo stipendio anche. Di quello che si impara, se si impara, non interessa alle famiglie, agli insegnanti, figuriamoci ai ragazzi.
A scuola ci si rinchiudono i figli, per tenerli buoni basta una lavagna e quattro fesserie da imparare a memoria. Ecco perché Elio Germano si illude quando dice che esiste un’Italia diversa dalla sua classe dirigente. Gli italiani, anche quelli per bene, e la loro classe dirigente si meritano a vicenda.

3 commenti su “Liberateli

  1. Federico scrive:

    questa ce la potevate risparmiare…
    non so chi sia l’autore, se sia per bene o no, ma sicuramente non ha figli

  2. lodger scrive:

    Federico, non nego i problemi pratici di chi ha i figli, ma insisto che quella obiezione è debole perché la scuola esiste per fare altro. Mi dispiace (anzi mi fa rabbia) vedere un dibattito sprecato così male, e il benessere dei ragazzi lasciato in secondo piano. Non ho figli ma ho visto le cose da studente, ho visto la scuola andare a rotoli e i genitori preoccupati solo di infilarci dentro i figli per un tot di ore: è un’ottica sbagliata, ma tanto. Lo spiega bene (molto meglio di me) Irene Tinagli nell’articolo linkato.

  3. Federico scrive:

    credo che l’ottica sbagliata sia quella che ti fa credere che la qualità dell’insegnamento sia un problema più importante della disperata ricerca di un “parcheggio”.
    affidare a qualcuno i figli durante il giorno è un problema enorme e ha a che vedere con i bisogni primari di una famiglia (so che forse è difficile da comprendere per chi non è genitore, ma è proprio una questione di sopravvivenza, al pari del vitto e dell’alloggio). una volta assicurata quella, si possono aprire tutti i discorsi sulla qualità di questo schifo di scuola e sul benessere degli studenti. solo allora puoi giudicare come menefreghisti coloro che non si interessano di cosa succede all’interno del “parcheggio” (e non quelli che si preoccupano prima di trovarne uno).
    ciao
    f.

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