Rude Apulia

Ci si domanda a volte cosa pensino i pugliesi dell’omosessualità del loro governatore. Non è la prima volta che un omosessuale prende il potere in Italia. Ma qui parliamo di quella specie nota come “omosessuale dichiarato”. Già, come si sentono i pugliesi? Non si sentono un po’ strani? Non cambia un po’ tutto per loro?
A quanto pare no. Anzi, fanno come se nulla fosse. Guardate il profilo Facebook di Vendola, dove oggi il governatore annuncia un incontro a Bari con il governatore del Piemonte, il leghista Cota. I sostenitori di Vendola commentano a decine, anche ricorrendo a vivide metafore sessuali, che qualcuno giudicherebbe omofobe, quindi inadatte in presenza di un omosessuale, per giunta governatore:

Luigi: “aprigli il culo”

Ilaria: “FAGLI IL CULO!!”

Francesco: “spaccagli il culo a quel leghista di merda!”

eccetera.

I curdi si arrangiano

Come racconta il Corriere della Sera, 130 indipendentisti curdi sarebbero rimasti uccisi negli scontri con l’esercito turco negli ultimi mesi; si dice che anche l’Iran non li tratti benissimo, i curdi. La domanda “dove sono i pacifisti?” non ha mai senso: i pacifisti, se esistono, stanno dove gli pare, e parlano di quel che gli pare. A due settimane dal clamore suscitato da alcuni eventi, però, ci si può domandare se l’Iran e la Turchia, con le loro navi di aiuti per Gaza, siano i più credibili alleati dei pacifisti e i migliori promotori della pace e dei diritti umani.

Tutto un copia-copia

Il settimanale Internazionale questa settimana offre cose molto valide ma suggerisce anche una riflessione sulle storie, e la loro curiosa tendenza a fare il giro del mondo.

L’argomento di copertina sono i giacimenti di litio della Bolivia, raccontati da un articolo del settimanale tedesco Die Zeit; nel suo editoriale, inoltre, il direttore di Internazionale parla di una iniziativa del Washington Post, quella di chiedere a qualche redattore di staccarsi per una settimana da computer e telefonini, e raccontare com’è andata. Il fatto è che l’argomento del litio, della Bolivia e degli scenari economici di questa risorsa l’aveva affrontato il New Yorker qualche settimana prima, e molto bene. La prova di restare senza internet e cellulare per una settimana, invece, l’aveva già fatta Tanya Gold sul Guardian.
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Francia a pezzi. Prenota il volo Air France per il ritorno a casa

Sconfitta dal Messico (2 a 0)  al termine di una partita pessimamente giocata, la Francia di Raymond Domenech (foto) si prepara a lasciare i mondiali per tornare a casa. Ormai le speranze dei francesi sono appese a un filo. A Uruguay e Messico, che si sfideranno tra qualche giorno, ormai basta un pareggio per poter passare agli ottavi di finale e una vittoria della Francia contro il Sudafrica non servirebbe a nulla. Si chiude così senza gloria, nel peggiore dei modi, il ciclo di Domenech, il quale comunque avrebbe lasciato la panchina alla fine dei mondiali. Il suo posto verrà preso da Laurent Blanc. La vittoria del Messico contro la Francia sottolinea, invece, il grande stato di forma delle squadre sudamericane che stanno giocando il mondiale. Su tutte brilla l’Argentina, ma anche Brasile, Messico e Uruguay stanno facendo faville e il Paraguay è stato un osso duro per l’Italia.