Greensploitation


Non è affatto una storia nuova. Mettere l’accento sulle qualità “verdi” di un prodotto ha sempre aiutato a vendere. Lo scherzetto gira da tempo, almeno da quella volta in cui qualcuno ebbe la cinica idea di stampare sulle buste di plastica la scritta “nessun albero è stato abbattuto per ottenere questo sacchetto”.
Qui, però, si cita l’energia verde. Quella dei manifesti dell’ultima campagna ENI. E anche dell’Enel. E della BP, prima che succedesse quel casino in America. E quindi non è così grave che si rimandi l’immaginazione del pubblico ai campi verdi, al sole del fotovoltaico e al vento delle pale eoliche se si vuole vendere uno shampoo (che comunque bene all’ambiente non fa). Non è così grave in un contesto in cui le stesse suggestioni aiutano a vendere il petrolio della BP trivellato nella Louisiana, quello dell’Eni preso in Nigeria e il progetto atomico dell’Enel. Il dato di fondo è che l’ecologia vende. Non si può dire, quindi, che questi pubblicitari si siano spremuti troppo le meningi. Anzi, più passa il tempo e più somigliano al tizio che fece scrivere sulle buste di plastica “Nessun albero è stato abbattuto per ottenere questo sacchetto”.

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