Ambasciate o enoteche?

Nelle ambasciate giapponesi in giro per il mondo si nasconde un tesoro. Migliaia di bottiglie di vino pregiato. Una riserva di rossi nobilissimi, di bianchi sontuosi, di champagne eccelso. Lo ha scoperto il ministro degli esteri Seiji Maehara, il quale ha fatto fare una ricerca in 51 delle 211 rappresentanze diplomatiche del Giappone. Così è stato trovato un tesoro di 35 mila bottiglie. La cantina diplomatica più fornita è quella della rappresentanza giapponese all’Ocse di Parigi. Qui sono custodite ben 7.896 bottiglie. Un’enormità. In base al consumo medio annuo di vino dell’ambasciata, sono riserve che possono durare almeno trent’anni. Anche la rappresentanza giapponese alla Conferenza sul disarmo di Ginevra non se la passa male. Tengono in cantina 1.436 bottiglie, che possono bastare per una decina di anni. Ma non tutti i vini si conservano a lungo, infatti l’anno scorso il consolato giapponese a New York ha dovuto gettare quasi 200 bottiglie di vini pregiati. Il valore medio era di 80 euro a bottiglia. Che spreco.

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