Mario Monti e la vergogna di essere italiani (nel 2005)

Scandali bancari e reputazione del Paese – Non rassegnarsi all’Italia stantia
di Mario Monti

Il Corriere della Sera, 15 dicembre 2005

In molti giovani italiani che lavorano all’estero, o in Italia in contatto con l’estero, ho notato negli ultimi tempi un cambiamento. Prima cercavano con il loro impegno e con la discussione di convincere i colleghi di altri Paesi che certi stereotipi negativi sull’Italia non sono più giustificati, se mai lo fossero stati in passato. Ora, sono assaliti dal dubbio che, dopo tutto, gli stereotipi non fossero infondati e che forse l’Italia sia peggiore di come essi si sforzavano di credere. In altre parole, si vergognano di essere italiani. Questa fuga della fiducia nell’Italia, ancora più grave della fuga dei cervelli dall’Italia, sarà il «merito» più rilevante acquisito sul campo da coloro che si sono battuti per la «difesa dell’italianità » di alcune banche. La magistratura giudicherà. Ma che un Governatore ostenti amicizia per alcuni banchieri, che riceva da loro doni se non baci, che certi parlamentari abbiano il ruolo di portavoce quasi ufficiali del Governatore (anche annunciando che una colazione tra questo e il presidente del Consiglio ha sancito la linea della difesa dell’italianità), che si registrino interventi che mischiano tali questioni con aspetti religiosi, tutti questi sono esattamente i connotati di quell’ «italianità» spregiativa per superare la quale i nostri giovani italiani si battono. Continua a leggere