Un despota a San Pietro

Robert Mugabe, padre padrone dello Zimbabwe, un dittatore al quale è vietato l’ingresso nei Paesi dell’Unione Europea, è ospite gradito del Vaticano. Parteciperà alla cerimonia di beatificazione di Giovanni Paolo II, così come (foto) ne aveva seguito i funerali del 2005. Nel 2008 e nel 2009 Mugabe è stato a Roma per partecipare alle conferenze della Fao. In questo caso il governo italiano lascia libertà di transito al tiranno perché sia il Vaticano che la Fao sono luoghi extraterritoriali. La Santa Sede ha spiegato che Mugabe è capo di uno stato con il quale ci sono normali  relazioni diplomatiche, quindi non era possibile impedirgli il viaggio. Zimbabwean President Robert Mugabe with Bishop James Harvey at the Vatican in 2005 for funeral of Pope John Paul II - 8 April 2005

Usa: anche i soldati atei vogliono il loro cappellano

Anche gli atei che indossano la divisa delle forze armate degli Stati Uniti vogliono un cappellano. Sembra strano, ma è così, almeno secondo quanto ci racconta il New York Times. In totale oggi nelle forze armate Usa ci sono oltre 3 mila cappellani. Sono in gran parte cristiani (protestanti e cattolici), ma ci sono anche ebrei, musulmani, un buddhista e un hindu. Ora anche i militari non credenti vogliono una specie di guida spirituale in divisa. La richiesta è sostenuta, fra gli altri  da un gruppo di militari ateisti della base militare di Fort Bragg denominatoMilitary Atheists and Secular Humanists. La sigla del gruppo è MASH. Il nome richiama, certamente non a caso, il titolo di una celebre serie  televisiva e di un film di Robert Altman. In quel caso MASH era l’acronimo di Mobile Army Surgical Hospital.

Occhi nudi

Da giorni si parla di questa foto di Vendola, nudo in spiaggia. Le reazioni sono ovvie. Qui ancora non capiamo una cosa: la forma delle pecette. Come mai hanno usato rettangoli lunghi e orizzontali? Che razza di organi sessuali avevano, trent’anni fa, Vendola e i suoi amici?
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Santa pazienza

Il cardinale Dionigi Tettamanzi e’ l”italiano dell’anno’. La scelta e’ di Famiglia Cristiana. “E’ il
volto della Chiesa che ci piace. Una Chiesa che non si arrocca nei sacri palazzi, nella cura di propri ”orticelli”. Ma dialoga con tutti. Premurosa verso gli ultimi della societa’, per dare voce a chi
non ha voce, discriminato per il colore della pelle o per un diverso credo religioso”. Cosi’ il direttore di Famiglia Cristiana don Antonio Sciortino spiega le ragioni che hanno portato il settimanale a scegliere l’arcivescovo di Milano, il cardinale Dionigi Tettamanzi, quale ”italiano dell’anno”.
 Nell’editoriale che apre il numero in edicola questa settimana, e la cui copertina e’ appunto dedicata al cardinale Tettamanzi, don
Sciortino scrive ancora: “Pazienza se la difesa della dignita’ umana ha un prezzo. E se rivendicare il diritto alla preghiera per i
musulmani, scatena grevi insulti: da “cattocomunista” a ”imam di Kabul”. Attacchi sopportati nel silenzio e in solitudine. Con evangelica pazienza”.

La Commedia dell’informazione

In certi programmi di cosiddetta informazione della televisione italiana si osserva una deriva verso il genere della Commedia dell’Arte. Nella Commedia dell’Arte non c’è testo teatrale ma, come dice Wikipedia, un canovaccio (detto anche scenario). I personaggi entrano in scena per dar vita a un intreccio di equivoci e provocazioni che culmina in un pandemonio di insulti e bastonate. Così avviene in certi dibattiti televisivi. Si invitano personaggi che sono sempre gli stessi, come le maschere della Commedia dell’Arte: il Capitan Fracassa, il Pulcinella, il Balanzone, il Pantalone. Con la scusa di un dibattito i personaggi si stuzzicano fino a quando la polemica degenera. Nel momento in cui tutti urlano, l’obiettivo è raggiunto: gli ascolti sono al massimo.

Qui sotto, invece, una parodia di sceneggiata. Anche questo è un genere dove i personaggi si pizzicano a vicenda fino all’esplosione delle passioni.

La sceneggiata e la Commedia dell’Arte sono invenzioni italiane.

Auf Wiedersehen

Ormai è Natale, ma nelle chiese cattoliche tedesche questo 25 dicembre ci saranno sempre più sedie vuote. Una delle conseguenze più vistose degli scandali legati alla pedofilia nel clero è infatti l’abbandono della Chiesa cattolica  e della pratica religiosa da parte di molti fedeli. Gli abbandoni sono il doppio rispetto allo scorso anno. A metà novembre la diocesi di Stoccarda registrava una perdita di 17.000 fedeli. Ad Augsburg se ne contavano 11.000 in meno. Queste defezioni rappresentano una grave perdita economica per la Chiesa cattolica tedesca. Infatti i tedeschi pagano le imposte religiose in funzione del luogo di culto frequentato, nel quale devono ufficialmente registrarsi. Chi lascia la Chiesa non finanzierà più le attività di culto.