L’ombra di Bhopal su London 2012

La Dow Chemical sponsorizza le Olimpiadi di Londra scatenando una dura reazione da parte della Hindu Forum of Britain, che considera la multinazionale tra i responsabili della tragedia di Bhopal, che negli anni Ottanta causò circa 15 mila morti. Gli aderenti all’organizzazione, che conta 800 mila membri, annunciano il boicottaggio. E accusano il governo britannico di aver mentito sul coinvolgimento della Dow nell’organizzazione degli eventi sportivi di London 2012. Come ricordano in tanti, la tragedia fu causata dalla Union Carbide, un’azienda che fu successivamente assorbita dalla Dow – che pertanto si dichiara estranea a quei fatti.

Di stage in stage

“Molti datori di lavoro nemmeno sanno se il modo in cui impiegano i loro stagisti sia legale oppure no”. Ross Perlin ha scritto un libro, “Intern Nation”, dedicato a un mondo che sempre più fa ricorso al lavoro gratuito di giovani che sperano di ottenere in cambio formazione e accesso a possibilità di impiego – ma alcuni passano da uno stage a un altro. Non succede solo in Italia, dove già è uscito un libro sul tema, con tanto di osservatorio permanente online sul fenomeno: succede ovunque, si legge sull’Economist.

Complottisti lenti

Otto giugno, il giorno in cui finalmente cominciarono a girare le teorie del complotto sul batterio tedesco. Finora sono due. La prima è una teoria no-global: “batterio progettato da Big Pharma sfuggito dai laboratori di Amburgo”; la seconda è più divertente e piacerà ad alcuni iscritti della Lega Nord: “Gheddafi ha affidato le fiale a certi immigrati che, giunti ad Amburgo, hanno scatenato la contaminazione” (nessun link per questa, finora). In attesa delle altre, i tedeschi dichiarano la situazione sotto controllo.

Osama Bin Laden (1957-2011)

Osama Bin Laden è stato ucciso in un conflitto a fuoco con l’esercito americano durante un’operazione militare in Pakistan ordinata direttamente dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Lo stesso Obama. in un messaggio televisivo alla nazione, ha annunciato al mondo la morte dello sceicco del terrore, l’uomo accusato di avere ordinato gli attentati dell’11 settembre 2001 a New York e Washington. Da allora Osama Bin Laden era il ricercato n umero 1, il capo terrorista most wanted, da catturare o uccidere a ogni costo. Dieci anni dopo la missione è compiuta.

Usa: anche i soldati atei vogliono il loro cappellano

Anche gli atei che indossano la divisa delle forze armate degli Stati Uniti vogliono un cappellano. Sembra strano, ma è così, almeno secondo quanto ci racconta il New York Times. In totale oggi nelle forze armate Usa ci sono oltre 3 mila cappellani. Sono in gran parte cristiani (protestanti e cattolici), ma ci sono anche ebrei, musulmani, un buddhista e un hindu. Ora anche i militari non credenti vogliono una specie di guida spirituale in divisa. La richiesta è sostenuta, fra gli altri  da un gruppo di militari ateisti della base militare di Fort Bragg denominatoMilitary Atheists and Secular Humanists. La sigla del gruppo è MASH. Il nome richiama, certamente non a caso, il titolo di una celebre serie  televisiva e di un film di Robert Altman. In quel caso MASH era l’acronimo di Mobile Army Surgical Hospital.

Donne barbute sempre temute

La barba non è un attributo soltanto di Fidel Castro o dei Talebani. Anche le femministe ricorrono alle barbe finte quando intendono denunciare le discriminazioni nei confronti delle donne. Mostrarsi con le barbe finte è lo strumento di azione del “Grupppo di azione femminista” La Barbe, nato in Francia. Le aderenti al gruppo invadono pacificamente luoghi considerati tradizionalmente dominati dal sesso maschile: un congresso politico, la giuria di un festival, un consiglio di amministrazione di un’azienda, un sindacato. Di solito le donne si allineano davanti o alle spalle delle loro vittime e restano silenziose, manifestando così il loro dissenso.
Protesta de las activistas de La Barbe. copyright Labarbe

No cuts

Protestation anti-capitaliste à Londres, le 26 mars 2011.Non siamo a Tripoli. Neppure a Bengasi, Sanaa o Damasco. La foto è stata scattata a Londra sabato 26 marzo, durante gli scontri che hanno accompagnato la grande manifestazione contro l’austerity, i tagli di spesa  e la riduzione dei servizi pubblici decisa dal governo guidato da David Cameron. E’ stata la più grande manifestazione in Gran Bretagna dai tempi della guerra in Iraq.