La Commedia dell’informazione

In certi programmi di cosiddetta informazione della televisione italiana si osserva una deriva verso il genere della Commedia dell’Arte. Nella Commedia dell’Arte non c’è testo teatrale ma, come dice Wikipedia, un canovaccio (detto anche scenario). I personaggi entrano in scena per dar vita a un intreccio di equivoci e provocazioni che culmina in un pandemonio di insulti e bastonate. Così avviene in certi dibattiti televisivi. Si invitano personaggi che sono sempre gli stessi, come le maschere della Commedia dell’Arte: il Capitan Fracassa, il Pulcinella, il Balanzone, il Pantalone. Con la scusa di un dibattito i personaggi si stuzzicano fino a quando la polemica degenera. Nel momento in cui tutti urlano, l’obiettivo è raggiunto: gli ascolti sono al massimo.

Qui sotto, invece, una parodia di sceneggiata. Anche questo è un genere dove i personaggi si pizzicano a vicenda fino all’esplosione delle passioni.

La sceneggiata e la Commedia dell’Arte sono invenzioni italiane.

Al voto! Al voto! Ma come sceglieranno i candidati stavolta?

Non esiste, al momento, una maggioranza parlamentare che desideri una legge elettorale diversa. Ma questo non impedisce ai partiti di candidare gente decente, pensante, selezionata alla luce del sole. Ci sono molte cose che si possono fare se davvero si desidera prendere le distanze dalla legge attuale. Non si tratta, infatti, di boicottare le elezioni ma di avviare in proprio una selezione dei candidati aperta e trasparente. Al momento Vendola, Di Pietro, Bersani, Fini, Casini, eccetera, hanno la facoltà di mettere in lista chi gli pare. Ma non sono obbligati. Anche se ad alcuni piace fingere che sia così.

Ora si parla di elezioni anticipate e i leader dei partiti, almeno quelli che si dichiarano contrari alla legge elettorale vigente, possono già far sapere all’opinione pubblica come intendono comporre le liste. Nel Paese ci sono elettori pronti a premiare il partito che si distinguerà concretamente dall’andazzo attuale, nei criteri e nelle scelte.

Meretricio

Di nuovo in alto mare nel Pdl pugliese la scelta del candidato presidente alle regionali. Appena due giorni dopo aver aperto il “terzo forno”, Udc si è offerta a Berlusconi, che adesso cerca un nuovo candidato gradito al partito di Casini. Di Pietro accusa: «è meretricio». E quando c’è meretricio «l’utilizzatore finale» non si tira mai indietro.