Astinenza da indignazione

Che bello, un’altra polemica superflua. Ora si accusa l’Economist di ritoccare le foto di copertina. Ma per l’Economist la foto, in quanto foto, è un’eccezione. Di regola le copertine sono disegni, fotomontaggi e ritocchi. Sempre giocati sul filo dell’ironia, sempre alterati in funzione della notizia. Con l’Economist la regola è che le parti da prendere sul serio sono quelle scritte, il resto è evasione. Se fosse grave il ritocco di cui si parla in giro, qualcuno avrebbe già spiegato perché.

L’Economist tifa per Cameron

Come annunciato è arrivato l’endorsement del settimanale britannico per uno dei tre principali candidati alla guida del Regno Unito dopo le elezioni politiche generali previste il 6 maggio. L’Economist sceglie il leader conservatore David Cameron, considerato l’uomo con il programma più adatto per risollevare la Gran Bretagna dalla crisi economica e per aggiustare un deficit che ammonta a quasi il 12 per cento del Pil.

Ginecidio

In vista dell’otto marzo l’Economist picchia duro e mette in copertina lo scandalo taciuto delle bambine abortite o uccise appena nate solo perché femmine. Al giorno d’oggi l’attrezzatura per fare l’ecografia costa dodici dollari, mentre in alcuni posti del mondo una figlia femmina costa molto, molto di più: se lavora, guadagna meno; se si sposa, le serve la dote. Eccetera. In alcuni paesi, come Cina e India, il divario tra popolazione maschile e femminile si sta allargando velocemente. I dati forniti dal settimanale inglese parlano chiaro: il numero dei maschi registrati all’anagrafe cresce a scapito del numero delle femmine. Per porre fine a questo scandalo, sostiene l’Economist, basta promuovere la parità tra i sessi. Reddito, istruzione, opportunità e diritti devono essere uguali per tutti.

Paghi e sei pulito. L’Economist bastona la Norvegia

 

Qui in Italia ne sappiamo qualcosa: per anni i rifiuti tossici delle industrie del Nord sono stati sotterrati nelle regioni del Sud. L’Economist accusa la Norvegia di fare lo stesso con le sue esportazioni di petrolio. Che senso ha ridurre le emissioni inquinanti in casa quando si esporta petrolio, che produrrà emissioni inquinanti altrove? Sarà, ma tra i grandi esportatori di petrolio del mondo, la Norvegia è l’unico a porsi certi problemi e a promuovere la trasparenza.