Silvio dei miracoli

Dopo 16 anni di attività, anche i migliori trasformisti devono inventarsi nuovi
travestimenti.  E così, dopo il presidente operaio, il presidente architetto, il presidente giornalista, adesso abbiamo anche il presidente oncologo. Ha detto proprio così: «Nei tre anni di governo che mancano alla fine della legislatura vogliamo anche vincere il cancro». Un proposito più consono alle «magnifiche sorti e progressive dell’umanità» che alle elezioni dei presidenti di regione. Più adatto ad un entità trascendente che ad un premier. Anche perché, a guardare gli irrisori investimenti nella ricerca scientifica promossi da questo governo, un successo del genere potrebbe avvenire solo per miracolo. E nel giorno della definitiva esclusione della lista Pdl nella provincia di Roma e del flop di San Giovanni, sembra che a Berlusconi i miracoli non riescano più.

Un giudice a Berlino

Nello psicodramma legato alla mancata presentazione delle liste elettorali il Pdl si è affidato prima al Presidente della Repubblica, poi alla Magistratura. Giusto le due istituzioni delle quali Berlusconi non ha mai smesso di sottolineare la faziosità. E questo dice tutto sulla situazione in cui versa quel partito.
Ma fa più spavento un Cicchitto che si dice fiducioso dell’esistenza di  “un giudice a Berlino” che un  La Russa che lancia oscure minacce. Davanti a una violazione provata e incontrovertibile, non c’è giudice che tenga. Né a Berlino, né a Roma. E’ vero che un giudice che ti dà ragione alla fine lo trovi, ma devi anche trovare un modo per dimostrare che hai ragione. Se si sostiene che dodici più venti è uguale a dodici, allora tutto è possibile. Ce ne ricorderemo quando avremo il conto in rosso e le bollette scadute: “Ci sarà pure un giudice a Berlino”.

L’indigesto panino di Renata

Il binomio cibo-liste elettorali si sta rivelando la chiave di volta delle regionali nel Lazio. Appena ieri, immediatamente dopo aver regolarmente presentato le liste dei candidati, Emma Bonino ha interrotto lo sciopero totale della fame e della sete che durava ormai da 111 ore nel tentativo di difendere la legalità della campagna elettorale. Contemporaneamente c’era qualcun altro che pensava a mangiare. Si tratta del delegato Pdl alla presentazione delle liste, tale Alfredo Milioni, che in prossimità della scadenza prevista per mezzogiorno è uscito dal Tribunale una prima volta per prendere i lucidi dei simboli che aveva dimenticato, e poi una seconda volta portando con sé le accettazioni. Tutto per un panino. “Ne ho approfittato per mangiare qualcosa e sono tornato in tutta tranquillità”, dice Milioni. Sarebbe questo il motivo che ha portato l’esclusione del Pdl a Roma e provincia. 
Oggi sul suo sito ufficiale Renata Polverini scrive: «Chi pensa di fermarci in questo modo vuole solo cancellare la Democrazia facendo ricorso alla forza fisica e ai legacci della burocrazia esasperata». Capiamo che negli ambienti vicini alla candidata ci sia una certa allergia per le regole, ma sono proprio quelle regole il fondamento della Democrazia. Qualcuno dovrà spiegarle che non si tratta semplicemente di «legacci», ma di norme poste a garanzia della legalità del processo elettorale. E era proprio per questo che la Bonino digiunava, nella totale indifferenza dei suoi avversari politici. Alla luce della ricostruzione dei fatti e delle successive improbabili dichiarazioni della candidata, una cosa appare certa: se anche Milioni e la Polverini avessero fatto lo sciopero della fame, adesso avrebbero una lista in più.

Video oscurato per Giovanni Bachelet

Giovanni Bachelet annuncia su Facebook che la trasmissione A sua immagine, prevista su Raiuno oggi alle 17, è stata annullata. Il programma di informazione religiosa era dedicato al ricordo di Vittorio Bachelet, padre di Giovanni, ucciso il 12 febbraio 1980 dalle Brigate Rosse. Bachelet, figura di spicco del mondo cattolico italiano, era vice presidente del Consiglio superiore della magistratura. La trasmissione è stata annullata perché conteneva una intervista con Giovanni Bachelet, oggi  deputato del PD. Logico e normale, no? Invece  siamo a meno di 45 giorni dalle elezioni regionali di marzo (per le quali Bachelet non è candidato). Secondo gli assurdi regolamenti in vigore la presenza di Bachelet al programma e i suoi ricordi del padre possono rappresentare una pericolosa interferenza con la campagna elettorale.

Meretricio

Di nuovo in alto mare nel Pdl pugliese la scelta del candidato presidente alle regionali. Appena due giorni dopo aver aperto il “terzo forno”, Udc si è offerta a Berlusconi, che adesso cerca un nuovo candidato gradito al partito di Casini. Di Pietro accusa: «è meretricio». E quando c’è meretricio «l’utilizzatore finale» non si tira mai indietro.

Sarà Romita l’uomo del Pdl in Puglia?

Il mezzobusto del Tg1 Attilio Romita, conduttore dell’edizione delle 20, sarebbe disposto a candidarsi con il Pdl per la presidenza della Regione Puglia. Il nome di Romita, barese, è stato fatto nell’Ufficio di presidenza del Pdl, riunito a Palazzo Grazioli per discutere le candidature alle prossime elezioni regionali. Romita ha confermato la sua disponibilità. Potrebbe quindi essere lui lo sfidante di Boccia o di Nichi Vendola, che si giocheranno la candidatura per il centrosnistra nelle elezioni primarie di domenica.