La politica mite dei GAP

Mattia Baglieri, 25 anni, consigliere comunale del Pd a Casalecchio di Reno, è tra i fondatori della rete Giovani Amministratori per la Pace. 
(Nella foto Mattia è l’ultimo a destra, qui in compagnia di Adriano Simonini ed Elia Scanavini).

Mattia, per quali motivi avete formato questa rete e quali sono le vostre principali iniziative?

Nel febbraio 2011 i GAP compiranno un anno di vita: il nostro documento fondativo, infatti, è stato presentato ad Assisi lo scorso anno al 27° Seminario nazionale di febbraio della Tavola della Pace. Il Presidente della Tavola della Pace Flavio Lotti aveva auspicato la nascita di una rete nazionale che riunisse i giovani amministratori pubblici che si occupano di pace e cooperazione internazionale. C’è voluto tutto l’entusiasmo di Barbara Mangiapane (già consigliera della Provincia di Lucca) perché questo sogno diventasse realtà. Oggi come Giovani Amministratori per la Pace abbiamo accumulato più di 10 iniziative in meno di un anno di vita: ci siamo occupati di diritto all’acqua, di federalismo, di intercultura, di diritto allo studio, dell’organizzazione della Marcia per la Pace Perugia-Assisi. Poche settimane fa ci siamo incontrati a Predappio: comuni, come il mio, Medaglia d’oro per la Resistenza, nella città natale di Mussolini, ospitati dal Sindaco (di centrosinistra!) Giorgio Frassineti e da Chiara Venturi, un’altra GAP! Il dovere degli amministratori di tutti gli orientamenti politici è quello di ricordare la storia senza tendenziosità e di costruire le basi per una politica “mite”, non aggressiva, pienamente democratica.

 Chi sono e quanti sono i Gap in Italia?

All’inizio eravamo una quindicina: giovani amministratori comunali e provinciali. Siamo provenienti da aree culturali diverse: qualcuno di noi ha partecipato al viaggio in Israele e Palestina organizzato dalla Tavola un anno e mezzo fa, qualcun altro è “nato” in ambito associativo, come me. Oggi alle nostre iniziative plenarie non passano mai meno di cinquanta persone e la nostra mailing list va ben oltre il centinaio. Siamo sparsi in tutt’Italia, il nostro obiettivo è rafforzare il legame con la Calabria, la Sicilia, le regioni del Sud. Stiamo lavorando molto su questo versante.

A livello locale, sul territorio, c’è attenzione ai temi della pace? Chi sono i vostri interlocutori?

Il giovane amministratore e le politiche di pace condividono un destino comune: prendersi i propri spazi sia nella “complessità della politica” sia nella “politica della complessità”, come le definiva negli anni ottanta Luciano Gallino. Il problema di certa politica è che essa tende a “prioritarizzare” i diritti. Siamo così sicuri che i diritti sociali vengono prima di quelli civili e di eguaglianza? Non toccano tutti nello stesso modo le vite delle persone? Per fortuna come amministratori avvertiamo il tanto che è stato fatto prima di noi per coesione sociale e terzo settore. I rapporti con le ONG, con le associazioni di volontariato, con le scuole di pace, con le istituzioni di più alto grado è sempre presente. Persino giornalisti e docenti universitari ci danno una mano a “formarci”.

Guerre, se le conosci le eviti

Raffaele Crocco, giornalista della Rai di Trento, ha ideato e  coordinato l’Atlante dei conflitti e delle guerre del mondo.
-Raffaele, come nasce questo Atlante?

“Nasce dall’esigenza, che ho sentito più volte nella mia attività di giornalista,  di avere uno strumento di facile consultazione per conoscere i luoghi del mondo dove ci sono conflitti. Nell’Atlante ne abbiamo schedati 34. I lettori troveranno mappe, immagini, dati, cronologie e protagonisti delle guerre che si stanno combattendo. Inoltre ci sono degli approfondimenti sulle missioni di peacekeeping e sui danni che le guerre provocano all’ambiente e al patrimonio culturale. I testi sono curati da giornalisti ed esperti (come Ettore Mo, Flavio Lotti, Luciano Scalettari e altri). Offriamo uno strumento di conoscenza, ma c’è anche la speranza che conoscere i conflitti ci possa aiutare  ad evitarli e prevenirli”.
-Sono previsti aggiornamenti?
“Certo. Nell’autunno del  2010 ci sarà una nuova edizione dell’Atlante, ma gli aggiornamenti ci sono anche on line sul sito www.atlanteguerre.it dove si possono già trovare due nuove schede di approfondimento sull’Iran e sullo Yemen”.
-I ricavi delle vendite dell’Atlante come saranno utilizzati?
“Li useremo per finanziare progetti culturali e di solidarietà.  Ci piacerebbe svolgere la funzione, in chiave moderna,  di una società geografica, che favorisce la conoscenza del mondo finanziando idee, progetti, avventure, reportages”.

L’Atlante delle guerre e di conflitti del mondo è stato realizzato  grazie all’impegno dell’Associazione 46° Parallelo, del Premio Ilaria Alpi e con il supporto della Provincia di Trento (che lo ha distribuito nelle scuole). Costa 20 euro. Può essere acquistato on line sul sito www.atlanteguerre.it Sul sito sono indicate anche le librerie d’Italia dove è messo in vendita.

La Perugia-Assisi a Gerusalemme

Atlantis è a Gerusalemme, al seguito degli oltre 400 italiani impegnati nella settimana di marcia Perugia-Assisi a Gerusalemme. Time for Responsabilities è il titolo della manifestazione che sta portando giovani, famiglie, studenti, pensionati, amministratori degli enti locali, militanti dei movimenti per la pace in Israele e nei Territori Palestinesi. Oggi si è discusso del ruolo e delle responsabilità dell’Europa in Medio Oriente. Un’Europa generosa dal punto di vista economico ma poco disposta a prendere iniziative politiche forti per risolvere il conflitto fra israeliani e palestinesi.”L’Europa non può stare alle finestra”, ha detto Flavio Lotti, il coordinatore della Perugia-Assisi a Gerusalemme. L’iniziativa prosegue fino a sabato con una fitta serie di incontri. Molto atteso, domani, quello con le associaizoni che rappresentano le famiglie delle vittime israeliane e palestinesi del conflitto. Notizie e aggiornamenti sulla marcia si possono trovare sul sito http://gerusalemme.per la pace.it