L’Italia non è un paese per bimbi

“Non credevo ai miei occhi, non avevo coscienza della drammaticità di questi dati”. Così il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha commentato il Rapporto “Bambini e adolescenti ai margini” presentato questa mattina a Montecitorio dall’Unicef (nella foto Atlantis, Fini con il presidente di Unicef Italia Vincenzo Spadafora). Il Rapporto, curato dal Centro Ricerca Innocenti di Firenze, presenta una panoramica delle disuguaglianze nel benessere dei bambini in 24 dei paesi più ricchi del mondo. L’Italia figura tra i paesi che lascia più indietro i propri bambini e adolescenti per quanto riguarda il benessere materiale (21° posto su 24), l’istruzione (21° posto) e la salute (penultimo posto).  L’Italia si trova in compagnia di paesi come gli Stati Uniti, la Grecia, il Belgio e il Regno Unito. Solo un  numero limitato di paesi (Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi e Svizzera) si distinguono nell’impegno a non lasciare i bambini ai margini della società. “Sono dati assolutamente preoccupanti”, dice Vincenzo Spadafora, presidente di Unicef Italia, il quale ha ribadito la necessità di un Piano nazionale per l’infanzia più volte promesso dal Governo. Per Fini sono necessarie tre cose: un uso più mirato delle risorse, più sinergie fra i vari livelli istituzionali, precise strategie di intervento.

Rivergination

La vita ricomincia a 36 anni. Basta poco. Ti fidanzi con un Presidente della Camera dei deputati, ci fai due figli, intanto ti rivolgi al Garante della privacy. Fatto. E pazienza se nel tuo passato hai avuto un compagno ingombrante (in tutti i sensi) e molto meno prestigioso di quello attuale. Continua a leggere

Creazionismo di Stato

Che qualcuno voglia dire la sua su come è nato il mondo è legittimo. Che i soldi dello Stato vadano a finanziare libri e incontri scientifici che non hanno niente di scientifico è un’altra cosa, ed è una cosa discutibile. Soprattutto se poi si scopre che quei soldi sono gli stessi che non ci sono per mandare avanti le ricerche scientifiche, quelle serie. La rivista Science rilancia la storia del CNR che paga i creazionisti. L’articolo documenta tutto, e fa notare che artefice di questa deriva è il presidente dell’associazione Lepanto, che sarebbe anche consigliere di Gianfranco Fini. Ricordate questo nome: Gianfranco Fini. Esatto, quello dei tortellini.