L’Aquila: ancora due anni con le macerie

I Tg Rai ci fanno vedere la rimozione delle macerie dal centro dell’Aquila, ma in realtà non sarà così semplice. Liberare la città dalle macerie del terremoto di un anno fa richiederà due anni di tempo e una spesa di 30 milioni di euro. Lo prevede l’ordinanza numero 3857 del presidente del Consiglio dei ministri, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 17 marzo. Il “popolo delle carriole”, insomma, dovra armarsi di molta pazienza.

Il dono della sintesi

Se vostra moglie scopre che quel vostro appuntamento con la dentista era in realtà fuori (molto fuori) dallo studio dentistico e con una che non ha mai fatto la dentista in vita sua, casomai la paziente, potete fare come Augusto Minzolini, “direttorissimo” del Tg1: le dite che quando vi ha fatto la domanda voi avevate “esigenze di sintesi”, ma che se lei avesse avuto la pazienza di approfondire la questione le avreste dato correttamente tutte le informazioni di cui aveva bisogno. Secondo Minzolini, infatti, l’equiparazione della prescrizione di Mills con la sua assoluzione è avvenuta solo per “esigenze di sintesi”, ma comunque “si usava quel termine solo nel titolo, il pezzo era corretto”. E d’altronde, è risaputo che in un telegiornale i titoli di testa sono solo un piccolo particolare irrilevante.
Il dono della sintesi, si sa, è merce rara, ma madre natura sembra essere stata fin troppo generosa con Minzolini. Anche le macerie abbandonate per la strada a L’Aquila erano troppo ingombranti per il suo piccolo tg.

Il G8 all’Aquila. Il no global arriva in autostrada

Silvio Berlusconi sostiene che lo spostamento del G8 di luglio dall’isola della Maddalena all’Aquila servirà, fra l’altro, ad evitare la presenza dei no-global. Resta da vedere se i manifestanti violenti si faranno commuovere dalle conseguenze del terremoto e resteranno a casa. Ma a parte questa considerazione, l’Aquila resta molto più facilmente raggiungibile rispetto alla Maddalena. Là si arriva soltanto via mare e l’isola è lontana da grandi città e grandi vie di comunicazione. L’Aquila si trova invece a soli 100 chilometri di autostrada da Roma (da casello a casello si arriva, senza correre, in 50 minuti) ed è collegata, sempre via autostrada, a Pescara e Teramo. Si arriva facilmente anche da Napoli e c’è pure una stazione ferroviaria. In Consiglio dei ministri non ci ha pensato nessuno oppure, per i giorni del G8,  si intende militarizzare tutto l’Abruzzo e mezza Italia Centrale?

L’Aquila: l’ospedale a cielo aperto

I malati ricoverati nell’ospedale dell’Aquila. Dopo la devastante scossa di terremoto la struttura, costruita 15 anni fa, è completamente inagibile e i malati sono stati portati all’aperto. Passata l’emergenza ci si dovrà chiedere con quali criteri sono stati costruiti, in una zona notoriamente sismica, edifici come scuole, ospedali o la Prefettura (ridotta in macerie).