E c’è chi si iscrive al PD

Abbiamo scoperto che uno dei lettori di Atlantis si è iscritto al PD. Una piccola notizia, dato lo scarso appeal dimostrato ultimamente dal maggior partito di opposizione tra gli elettori e nell’opinione pubblica. Cosa può spingere una persona a scommettere ancora su quel progetto? Francesco lavora per una multinazionale, vive in Lombardia, ma è nato e cresciuto in una regione dove la Lega neanche esiste. A volte si diverte a spiegare la politica italiana alla famiglia di sua moglie, che è nata in un paese dell’Europa del nord.

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Titanic

Non sono molto d’accordo con certe cose che Veltroni dice e fa. Lui ha una grossa capacità di comunicare, di proporsi come elemento di novità. Ma quel che dice spesso è difficile da afferrare, da decifrare. Usa un linguaggio aperto a ogni soluzione, dice tutto e il contrario di tutto. Mostra una grande ansia di piacere, di essere appetibile a destra e a manca, che magari gli porterà molto consenso ma è poco utile a capire cosa sarà davvero il Partito democratico.

Francesco De Gregori in tempi non sospetti (prima delle primarie del 2007)

Panico in Africa: e se adesso arriva Veltroni?

Walter Veltroni si è dimesso dalla guida del Partito Democratico.  Gli è stata fatale la sconfitta nelle elezioni regionali sarde. Una batosta dolorosa. Le dimissioni sono un gesto che gli fa onore, ma ora che cosa farà e dove andrà? Tornerà ai suoi vecchi progetti africani?

 

Il saluto più sentito è quello di Cattomoderasta:

A veltro’, sei così sfigato che se te casca er cazzo t’arimbarza in culo

Raccontala meglio, Walter!

Poniamo il caso di voler capire il “caso Marino” e mettiamo a confronto due fonti: il segretario del partito, Veltroni, e il diretto interessato, Marino. Scegliamo di usare le loro parole.

VELTRONI, dalla sua lettera al quotidiano La Repubblica:

“Il senatore Marino, eletto presidente della commissione d’inchiesta sulla sanità pubblica, ha chiesto lui stesso di essere sostituito”.

MARINO, dal suo blog:

“il Partito Democratico ha cambiato capogruppo nella commissione Sanità (…). La decisione maturata in seno al partito è dovuta a questioni di ‘riequilibrio interno’ ”

Viene fuori che uno dei due si sbaglia. Tenendo conto che uno dei due ha informazioni di prima mano, risulta che l’altro forse ha ricevuto informazioni alterate, oppure le ha manipolate lui stesso. Insomma, nonostante le dichiarazioni e le precisazioni il giallo resta. L’unica certezza è che al posto di Marino c’è un altro notevole personaggio. In Vaticano si brinda.

Scànsati, Giovanna! Arriva Marianna

Bionda, viso pulito, dall’aria tosta oltre che intelligente. Si chiama Marianna e vorremmo dire anche il cognome ma non è possibile perché i giornali non lo riportano. Del resto, è una donna. Come le veline, le vallette, gli avatar di Second Life, le letterine e le ragazze di Non è la Rai, Marianna è soltanto Marianna. Sul sito di Repubblica il titolo è “Veltroni presenta Marianna“. Potrebbe essere una lavatrice, un’auto a metano, un formaggio da spalmare: Marianna.
Marianna fa la ricercatrice. Alta, bionda e se i fotografi le chiedono un sorriso, lei sorride.

Come Ambra (Angiolini), ora Marianna dovrà conquistarsi il diritto a essere chiamata con nome e cognome. E magari conquistare lo stesso diritto per tutte le altre. E poi sperare che anche per qualche donna arrivi il momento di essere chiamata per cognome senza l’inutile e discriminatorio articolo determinativo: la Bindi, la Finocchiaro, la Bonino.

Personaggi che, in quanto donne pensanti e parlanti, sono altrimenti dette pasionarie (sostantivo passepartout di tutti i pregiudizi indicibili e inscrivibili contro le donne).

Good luck, Marianna.