Soccorso porpora per Renata

Se volessimo riassumere in uno slogan il discorso  del cardinale Bagnasco al Consiglio permanente della Cei potremmo dire: “salva la vita a un bambino vota contro la Bonino”. Per chi ha buona memoria e non aveva nulla di meglio da fare sabato pomeriggio, si tratta proprio dello slogan andato in scena alla manifestazione del Pdl. La 194 è una legge dello Stato centrale: sia che nel Lazio vinca la Bonino, sia che vinca la Polverini sull’aborto non cambierà nulla.
D’altro canto, in tutte le civiltà occidentali (esclusa la Città del Vaticano) si è ormai compreso che il ricorso all’aborto è tanto più frequente quando mancano politiche del lavoro che garantiscano la stabilità del posto, leggi a sostegno della lavoratrice madre, congedi parentali retribuiti, asili nido pubblici e aziendali. E non ci pare che su questo versante il centrodestra della Polverini abbia fatto progressi. Semmai tutto il contrario.
L’impressione è che per la Polverini, ormai definitivamente orfana della lista che l’ha candidata, sia arrivato il soccorso porpora delle alte gerarchie vaticane, terrorizzate all’idea che in qualche occasione ufficiale Ratzinger possa trovarsi di fronte una come la Bonino.
Evidentemente Bagnasco si sarà momentaneamente distratto quando una candidata del centrodestra alla presidenza di una importante regione italiana si era detta “favorevole a regolamentare le coppie non sposate” . Perché quella candidata era proprio Renata Polverini.

Londra, arriva il papa. ‘Quanto ci costa?’

Lasciamo stare gli antichi dissapori tra il papato e la corona inglese. I mal di pancia di papa Ratzinger nei confronti dell’Inghilterra sono recenti e riguardano le norme introdotte nel 2007 “per l’eguaglianza dei cittadini”. Annunciando la sua prossima visita a Londra il papa tedesco anticipa di voler spiegare a quei selvaggi che la recente “Equality Act” è sbagliata.

Un santo che non s’ha da fare

Continua a scatenare critiche e polemiche il processo di beatificazione di Pio XII. Il settimanale francese Marianne dedica alla vicenda la copertina e non esita a parlare di “scandalo” per la beatificazione di un papa che “restò in silenzio di fronte a Hitler”. L’atteggiamento di Pio XII durante la seconda guerra mondiale viene definito “scioccante”. Non mancano le critiche anche a Benedetto XVI. Marianne scrive che Benedetto XVI è “ossessionato come Pio XII dalla restaurazione dell’identità cristiana”. E i suoi atteggiamenti denoterebbero “una vera regressione ideologica”.

Anche l’International Herald Tribune attacca la decisione di Benedetto XVI di procedere alla beatificazione di Pacelli. “Perché tanta fretta?”, si chiede l’editorialista Celestine Bohlen.  “Davvero il mondo”, scrive la Bohlen, “ha bisogno di un altro santo cattolico romano, soprattutto se questo significa canonizzare uno dei papi più controversi della storia?”. Per i papi, conclude la giornalista, dovrebbe bastare, come onore, sedere sul trono di San Pietro.

Posteremo come pazzi

Dicono i cattolici che fino a pasqua bisogna fare il fioretto e limitare post, twitter, facebook, sms. Soprattutto il venerdì. Ruth Gledhill fa notare che se il papa si fosse preso il fastidio di cercare il nome di Williamson su Google prima di promuoverlo, a quest’ora forse non starebbe a chiedere scusa. (Intanto in Camerun ci si prepara alla visita del papa, la prossima settimana.)

 

AGGIORNAMENTO del 12 marzo: qualcuno ha parlato al Papa dell’esistenza di internet. Lo scrive lui stesso:

Mi è stato detto che seguire con attenzione le notizie raggiungibili mediante l’internet avrebbe dato la possibilità di venir tempestivamente a conoscenza del problema. Ne traggo la lezione che in futuro nella Santa Sede dovremo prestar più attenzione a quella fonte di notizie.

Tra qualche giorno gli spiegheranno pure che non si tratta di una “fonte di notizie” ma di un mezzo, vale a dire uno strumento che accorcia le distanze tra i fruitori e le fonti, che sono tante, diverse, sia buone che cattive. Anche per il papa, forse, vale la penultima battuta dell’ultimo film dei fratelli Coen, affidata a un agente della CIA: “ma quando impareremo?“.